Il Mirtillo

Noto, nelle varie zone d’Italia, anche sotto i nomi di “bàgole”, “lambrune”, “giàsine” e “ampulette”, il Mirtillo (Vaccinium myrtillus) è un piccolo arbusto appartenente alla famiglia delle Ericaceae. Lo si può trovare prevalentemente in montagna e nei boschi dell’Italia del nord e del centro, fino a un’altitudine di circa 2.500 metri.

Il Mirtillo si distingue per il fusto sottile, di colore marroncino, abbastanza ramificato. Le foglie, caduche e dentellate, sono piccole e di forma ovale. I fiori sono calici minuti color rosa tenue, che sbocciano nel pieno della primavera (aprile). La fioritura ha termine in estate, nel mese di luglio.
A contraddistinguere il mirtillo è però l’omonimo frutto, una bacca violacea o rossastra dal sapore zuccherino. Il sapore delle foglie, invece, è leggermente acre. Il mirtillo può raggiungere un’altezza di 60 centimetri circa.

L’uso fitoterapico della pianta era quasi certamente sconosciuto agli antichi. Anche nei testi di botanica di epoca medievale non ne vengono citate le proprietà medicamentose. Oggi gli sono riconosciute molteplici virtù, soprattutto da un punto di vista nutrizionale.


Mirtillo: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta del mirtillo sono tannini, flavonoidi, vitamine del gruppo A e C, sali minerali (calcio, ferro, fosforo, potassio e sodio), glucochina e pigmenti antocianici.
Nelle pratiche fitoterapiche, di solito si impiegano le bacche mature e le foglie. Queste ultime possono essere utilizzate sia fresche che essiccate.

Il mirtillo ha proprietà antiemorragiche, antidiarroiche, antisettiche, ipoglicemizzanti, astringenti, vasodilatatorie e antinfiammatorie.
Viene dunque considerato un ottimo rimedio contro afta, problemi dell’apparato cardiocircolatorio, cistite, diarrea, coliche addominali, emorroidi, eczema, couperose e infezioni urinarie.
Il mirtillo viene anche consigliato a chi soffre di sindrome del colon irritabile. Trattamenti a base di mirtillo possono infatti ridurre il dolore addominale, le scariche diarroiche e il meteorismo.

Studi recenti, condotti negli Stati Uniti, hanno inoltre messo in luce le proprietà antiossidanti delle bacche che, come la maggior parte dei cosiddetti frutti di bosco, rappresentano un vero e proprio toccasana per l’organismo.
Se il frutto è certamente la parte più utilizzata della pianta, anche le foglie meritano una menzione. Sono queste, infatti, a contenere la glucochina, una sostanza in grado di abbassare il livello di glucosio nel sangue.


Mirtillo: Tisane, Decotto e Controindicazioni

Per preparare una buona tisana al mirtillo, lasciate in infusione 1 grammo di foglie essiccate in una tazza di acqua bollente (circa 200 millilitri). Trascorsi dieci minuti, filtrate e attendete che intiepidisca. In alternativa, utilizzate dei frutti essiccati, nelle medesime quantità. La tisana al mirtillo, ottima in autunno e in inverno, è un ottimo rimedio antinfiammatorio, consigliato soprattutto a chi soffre di problemi digestivi.

Il decotto di mirtillo si prepara facendo bollire 70 grammi circa di bacche essiccate in 1 litro di acqua, per cinque minuti. Fate riposare, filtrate e attendete che diventi tiepido.

Nei supermercati più forniti, inoltre, troverete anche del succo di mirtillo, senza aggiunta di zucchero o altri ingredienti. Assumerne un cucchiaio ogni giorno a stomaco vuoto aiuta a prevenire patologie legate alla microcircolazione.

Il mirtillo non presenta particolari controindicazioni. Tuttavia, se ne sconsiglia l’utilizzo in caso si assumano farmaci ipoglicemizzanti. Un utilizzo prolungato, inoltre, può causare l’insorgenza di calcoli renali.
Durante la gravidanza e l’allattamento, è buona norma chiedere un consulto al proprio medico di famiglia prima dell’assunzione.



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