Il Maggiociondolo

Il Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Papilionaceae, diffuso su tutto il territorio italiano, prevalentemente nelle zone calcaree, fino a un’altitudine di circa 2.000 metri.
Noto anche sotto i nomi di “lamborno”, “avorno”, “eghero”, “anagiri”, “maggio”, “falso ebano” e “avorniello”, il maggiociondolo è facilmente riconoscibile per il suo fusto di colore grigiastro, con corteccia liscia al tatto.
I rami, di forma tondeggiante, pendono sotto il peso di fiori e foglie. Queste ultime, ovali e picciolate, sono di colore verde scuro nella parte superiore, più chiare e lanuginose in quella inferiore.
I fiori sono delle piccole campanelle di colore giallo oro. La fioritura ha inizio a primavera inoltrata e si prolunga fino alla prima parte dell’estate. Il frutto è un legume lungo circa 6 centimetri.
Il maggiociondolo può raggiungere un’altezza di 6 metri. L’odore è aromatico e gradevole. Il sapore è dolce, quasi zuccherino.


Maggiociondolo: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti l’albero di maggiociondolo sono alcaloidi (laburnina e citisina), gomma, acidi, una sostanza oleosa e sali minerali.
Nelle pratiche fitoterapiche, di solito si impiegano le foglie, colte dagli esemplari adulti e fatte essiccare.
Sin dall’antichità, il maggiociondolo è stato noto per il suo sapore gradevole. Sembra, infatti, che il latte dell’isola greca di Cino fosse particolarmente gustoso perché le capre solevano cibarsi delle foglie di maggiociondolo.
Oggi gli sono riconosciute principalmente proprietà colagoghe, emetiche e lassative. Tali virtù fanno del maggiociondolo un utile rimedio contro stitichezza cronica e itterizia.
È impiegato anche nella medicina omeopatica, dove rimedi a base di maggiociondolo sono prescritti per il trattamento di alcune forme di depressione.


Maggiociondolo: Controindicazioni

Occorre ricordare che la pianta del maggiociondolo è quasi interamente velenosa. Anche le foglie essiccate, di cui si servono gli esperti fitoterapisti, vanno utilizzate con molta prudenza.

In questo caso, dunque, è buona norma chiedere un consulto ad un erborista o al proprio medico di famiglia e, in generale, acquistare preparati pronti all’uso, evitando di affidarsi al fai da te.



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