L’Acanto

Conosciuto anche sotto i nomi di “branca ursina”, “granfa d’urzo”, “alcanna” e “erba per le piaghe”, l’Acanto (Acantus mollis) è una pianta erbacea perenne che cresce spontaneamente nelle zone rocciose dell’area del Mediterraneo, fino a un’altitudine di 300 metri.

L’acanto, annoverato nella famiglia delle Acanthaceae, è impiegato spesso come pianta ornamentale.
Il fusto, ben eretto e di colore verde chiaro, è piuttosto vigoroso. Le foglie, sporadiche alla base e ben fitte nella zona superiore del fusto, sono grandi e disposte a cespuglio.
I fiori, di colore bianco con sfumature violacee, sono collocati in spighe alte fino a 6 centimetri. La fioritura avviene in estate, nei mesi di luglio e agosto.
Il frutto è una capsula marrone, liscia e lucida. L’odore è quasi impercettibile mentre il sapore è piuttosto amaro. Può raggiungere un’altezza di 150 centimetri.

Il nome della pianta deriva dal termine greco àckè (cioè “spina”) e sta a indicare le estremità aguzze delle foglie. “Acanto” è anche il nome di una ninfa che fu trasformata dal dio Apollo nell’omonimo fiore.


Acanto: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta dell’acanto sono mucillagini, glucidi, flavonoidi, tannini, sali minerali e sostanze amare.
In fitoterapia, vengono adoperate le foglie fresche, i fiori e la radice. Quest’ultima va colta preferibilmente nella stagione autunnale. I fiori, invece, vanno raccolti quando sono del tutto sbocciati e fatti essiccare lentamente, in un luogo al riparo dalla luce.

Le proprietà dell’acanto erano note anche agli antichi. Già Dioscoride e Plinio consigliavano infusi e trattamenti a base di acanto per la cura di patologie viscerali e come rimedio preventivo delle malattie polmonari.
Dopo essere stata pressoché dimenticata nel Medioevo, la pianta di acanto è stata riscoperta nell’epoca successiva e ancora oggi è apprezzata per le sue qualità medicamentose.
Ai giorni nostri, le si riconoscono principalmente proprietà coleretiche, emollienti, aperitive, vulnerarie, astringenti e detergenti. Tali virtù ne fanno un efficace rimedio naturale contro disturbi della digestione, dermatiti, diarrea, punture di insetti, scottature e contusioni.

Per le sue proprietà ornamentali, infine, l’acanto ha avuto un ruolo fondamentale nell’architettura antica. Sembra che Callimaco si ispirò proprio a questa pianta per scolpire i celebri capitelli corinzi.


Acanto: Decotto

Contro le infiammazioni della gola, potrebbe esservi utile un decotto a base di acanto, dalle proprietà emollienti. Per prepararlo, fate bollire, per circa 5 minuti, 150 grammi di fiori secchi in 1 litro di acqua bollente. In seguito, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per 10 minuti circa. Trascorso il tempo necessario, filtrate e attendete che intiepidisca.

L’acanto non presenta particolari controindicazioni. Tuttavia, durante la gravidanza e l’allattamento, è opportuno chiedere un consulto al proprio medico di famiglia prima dell’assunzione.



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