La Rapunzia

La Rapunzia (Oenothera biennis) è una pianta biennale appartenente alla famiglia delle Enoteracee, anche nota sotto i nomi di “enagra”, “erba vitella”, “maravegie”, “rapunzico”, “pestifuga”, “onagra”, “raponzia” e “maravej d’egett”.
Originaria dell’America del Nord, la Rapunzia è stata introdotta in Europa agli inizi del Seicento. Per le sue qualità ornamentali, è diffusa soprattutto nei giardini, fino a un’altitudine di 1.000 metri.

Il fusto, ben eretto, è di colore verde chiaro e lanuginoso. Dal fusto si dipartono numerose foglie dalla superficie pelosa, ovali e picciolate.
I fiori, piuttosto grandi e di colore giallo, si sviluppano in spighe e si aprono solo quando il sole è tramontato. La fioritura ha inizio nel mese di giugno e dura tutta l’estate.
Il frutto è una capsula ricca di semi; la radice, carnosa, è di colore rosso. Il profumo dei fiori è molto gradevole. Il sapore è dolce, simile a quello del vino. La rapunzia può raggiungere un’altezza di 1,50 metri.

Il nome del genere deriva probabilmente dal greco onos (cioè “asino”) e théra (ossia “preda”). Una seconda interpretazione vuole invece che derivi dai termini oinos (“vino”) e thèr (“bestia”). Secondo una leggenda, infatti, l’infusione della radice nel vino avrebbe il potere di ammansire gli animali feroci.


Rapunzia: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta della rapunzia sono per lo più mucillagini, flavonoidi e tannini. I semi, inoltre, contengono acido gamma-linoleico, ricco di omega 6, grassi “buoni” che apportano numerosi benefici al nostro organismo.
Nelle pratiche fitoterapiche si impiegano solitamente le radici, i fiori, i semi e le foglie.

La rapunzia è nota soprattutto come rimedio antispasmodico. Viene altresì adoperata per le sue proprietà depurative, sedative, tossifughe e antinfiammatorie.
Tali virtù fanno di questa pianta un efficace rimedio contro tosse, spasmi, infiammazioni del cavo orale, mal di gola e disturbi legati alla sindrome premestruale. Viene inoltre utilizzata come ingrediente in trattamenti finalizzati alla cura dell’acne.


Rapunzia: Infuso, Decotto e Controindicazioni

Per ottenere un infuso a base di rapunzia, ottimo contro la tosse, dovrete lasciar macerare 2 grammi di fiori in 100 millilitri di acqua bollente. Trascorsi dieci minuti, filtrate e attendete che intiepidisca. La posologia prevede l’assunzione di due o tre tazzine al giorno.
Il decotto di rapunzia viene invece consigliato per realizzare impacchi e lavaggi, utili anche contro l’acne. Per realizzarlo, fate bollire, per circa dieci minuti, 4 grammi di fiori in 100 millilitri di acqua. Infine filtrate e fate intiepidire.
L’assunzione di rapunzia può avere spiacevoli effetti collaterali. I più comuni sono disturbi gastrointestinali e cefalea. L’utilizzo è sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento.



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