La Margheritina

Diffusa nei terreni incolti di tutta Italia, fino a un’altitudine di circa 2.400 metri, la Margheritina (Bellis perennis) è una pianta erbacea perenne, annoverata nella famiglia delle Asteraceae.
Nota anche sotto i nomi di “pratolina”, “belligiurni”, “munchieddu” e “primu fiore”, la margheritina si riconosce per l’assenza di un fusto visibile.
Le foglie, che si sviluppano a contatto col terreno, sono disposte a rosetta. Larghe e picciolate, queste ultime hanno un caratteristico colore verde scuro e una superficie leggermente pelosa. I fiori, bianchi o rosa, sono capolini solitari tubolosi o ligulati.
La margheritina fiorisce tutto l’anno. Il frutto è un achenio di forma ovale. L’odore è impercettibile mentre il sapore è prima dolciastro, poi amarognolo. La margheritina può raggiungere un’altezza di 20 centimetri circa.

Non deve ingannare l’aspetto delicato della pianta. La pratolina può infatti resistere anche in presenza di temperature molto rigide.
Il nome del genere pare derivare dall’aggettivo latino bellus (“grazioso”). Altre fonti, meno accreditate, fanno derivare il nome dal sostantivo latino bellum (“guerra”), che indicherebbe la capacità della margheritina di favorire la guarigione dalle ferite.
Un’ultima ipotesi fa discendere Bellis da Bellide, personaggio leggendario della mitologia greca.


Margheritina: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta della margheritina sono tannini, saponine, un olio essenziale, un principio amaro, mucillagini e resine.
Nelle pratiche fitoterapiche, di solito si impiegano le foglie e i fiori. Prima dell’utilizzo, occorre far essiccare le parti della pianta in un’area lontana da fonti luminose.

Le proprietà medicamentose della margheritina erano note già in epoca rinascimentale. Secondo altre fonti, la pianta veniva utilizzata per le sue virtù anche dai Romani. Considerata per secoli, a torto, una pianta abortiva, la margheritina venne nuovamente adoperata a partire dal Settecento dopo un lungo periodo di inutilizzo.

Oggi le sono riconosciute essenzialmente proprietà depurative, antinfiammatorie, diuretiche, espettoranti, disinfettanti, toniche, sudorifere e vulnerarie. Viene impiegata come rimedio naturale nei casi di bronchite, angina, itterizia, macchie della pelle, piaghe, patologie legate al malfunzionamento dei reni, distorsioni, ferite, edemi e acne.
Ricca di saponine, la margheritina è soprattutto un efficace antinfiammatorio, utile in caso di traumi ed edemi.

Da un punto di vista cosmetico, la margheritina, per la sua azione decongestionante, può rivelarsi un utile alleato contro occhiaie e borse. L’oleolito ricavato dalla pianta, inoltre, ha un effetto rassodante.


Margheritina: Infuso e altri Usi

L’infuso di margheritina, dalle proprietà diuretiche e blandamente lassative, si ricava lasciando macerare 2 grammi di fiori in 100 ml di acqua. La posologia prevede l’assunzione di due tazzine al giorno.

Per sfruttare al meglio le proprietà della pianta, se ne possono acquistare gli estratti in erboristeria.
Decotti e tisana vengono utilizzati come rimedi diuretici o come decongestionanti in caso di tosse secca. Il decotto di margheritina è anche impiegato per gargarismi dalle proprietà antinfiammatorie. I fiori e le foglie, triturati, sono ancora oggi utilizzati esternamente in caso di edemi, distorsioni e traumi di varia natura.

La margheritina è anche uno dei rimedi più diffusi in omeopatia. La medicina omeopatica, infatti, si serve della tintura della pianta, che avrebbe un’azione stimolante sui vasi sanguigni. Insieme ad altre erbe (principalmente fumaria e tarassaco), è adoperata per combattere l’atonia del fegato.

La margheritina può essere impiegata anche in cucina. Le foglie, mescolate ad altre piante selvatiche, si prestano a diventare un ingrediente base per le insalate estive.



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