L’Erba Sofia

Conosciuta anche sotto i nomi di “eraglia”, “sofia dei chirurghi”, “erba falcuna”, “assenzio serifio” e “aruca sarvaggia”, l’Erba Sofia (Descurainia sophia) è una pianta erbacea annuale o biennale annoverata nella famiglia delle Crucifere, diffusa prevalentemente in alcune regioni italiane (Sicilia, Toscana e Lombardia) fino a un’altitudine di circa 2.000 metri.

La pianta presenta un fusto eretto e molto sottile, di colore verde chiaro. Dal fusto si dipartono foglie alterne di colore verde cenere, che possono essere lineari e oblunghe o lanceolate.
I fiori, di colore giallo, sono ermafroditi e riuniti in grappoli. La fioritura avviene in primavera, a partire da aprile, e si prolunga fino al mese di settembre.
L’odore è impercettibile mentre il sapore è piuttosto amaro, simile a quello della senape.
La pianta è interamente ricoperta di peli.

Il nome “sofia” deriva dal greco sophia e significa “sapienza”. Il nome del genere è invece un omaggio a François Descourain, farmacista e botanico francese.
Le proprietà medicamentose della pianta erano già note agli antichi. Infatti, le donne ateniesi e romane erano solite cogliere la pianta per ricavarne un unguento cosmetico.


Erba Sofia: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

A rendere preziosa la pianta dell’erba sofia sono soprattutto i composti solforati. Nelle pratiche fitoterapiche, di solito si impiega l’intera pianta, ad eccezione della radice. Tra le parti più efficaci e più diffusamente utilizzate vi sono i semi.

L’erba sofia ha proprietà astringenti, vulnerarie, cardiotoniche, cicatrizzanti, emollienti, espettoranti, febbrifughe, antiscorbutiche e vermifughe. Per questo motivo, viene ancora oggi adoperata come rimedio naturale a patologie della pelle, febbre, tosse, mal di gola, asma, piaghe e disturbi di natura gastrointestinale.

In passato era adoperata prevalentemente per le sue virtù cicatrizzanti. È a questa qualità che, quasi certamente, si deve il nome “erba dei chirurghi”. Le foglie fresche, ridotte in poltiglia, venivano infatti applicate su ferite e piaghe per accelerare la guarigione. Le foglie possono essere utilizzate anche per la cura del mal di denti.


Erba Sofia: Decotto

Per lenire i disturbi legati ad asma e bronchite, si può preparare un decotto a base di erba sofia, facendo bollire una manciata di foglie e semi in 100 millilitri di acqua bollente. Trascorsi dieci minuti, filtrate e attendete che raggiunga una temperatura ottimale.

L’erba sofia era diffusamente utilizzata dagli indiani Navajo, che ne ricavavano un succo utile contro mal di gola, raffreddore e tosse. Oggi l’impiego è piuttosto raro. Tuttavia è ancora possibile trovare l’erba sofia tra gli ingredienti di molti integratori.

Non sono conosciute particolari controindicazioni. In caso di gravidanza e durante l’allattamento, è buona norma chiedere un consulto al proprio medico di famiglia prima dell’assunzione.



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