Il Farfaraccio

Il Farfaraccio (Petasites hybridus) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Noto anche sotto i nomi di “Petasite”, “Lampazzo”, “Tossilaggine maggiore”, “Lavassa” e “Barde”, il farfaraccio è diffuso per lo più nelle zone montane e submontane, fino a un’altitudine di 1.400 metri.
È possibile trovarlo in tutta Italia, ad eccezione delle isole.

La pianta presenta un fusto sottile ed eretto, ricoperto da piccole squame rossastre. Le foglie, ampie e cuoriformi, spuntano solo durante la fioritura e sono di colore verde scuro. I fiori, di colore rosa o viola, sbocciano nel mese di marzo. La fioritura dura fino a primavera inoltrata. L’odore è piuttosto dolciastro, mentre il sapore è amarognolo.
Il nome petasites deriva dal greco e si traduce con “cappello”. Un appellativo che sta probabilmente ad indicare la caratteristica forma delle foglie.


Farfaraccio: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta del farfaraccio sono sesquiterpeni (petasine), resine, tannini, flavonoidi, mucillagini e inulina. I fitoterapisti usualmente impiegano le foglie, i fiori e le radici.

Il farfaraccio viene utilizzato sin dall’antichità per le sue proprietà antitussive, astringenti, sudorifere, vulnerarie, espettoranti, emmenagoghe, diuretiche, ipotensive, sedative e spasmolitiche. Trattandosi di una pianta ricca di mucillagini, ha anche virtù emollienti.
Il farfaraccio viene dunque impiegato per la cura di tosse, piaghe, patologie della pelle (ulcere, gonfiori, rossori e irritazioni) asma e catarro.
In cucina, le grandi foglie del farfaraccio vengono ancora oggi usate per avvolgere il burro.


Farfaraccio: Tisana, Decotto e Controindicazioni

Se avete bisogno di un buon rimedio espettorante, preparate una tisana a base di farfaraccio e altre erbe medicinali.
Acquistate in erboristeria una miscela composta da 20 grammi di fiori di verbasco, 20 grammi di fiori di malva, 25 grammi di fiori di papavero e 30 grammi di fiori di farfaraccio. Versate 50 grammi del composto erboristico in 1 litro di acqua bollente. Fate macerare per circa dieci minuti, poi filtrate e attendete che si intiepidisca. Se preferite, addolcite la tisana con un cucchiaino di miele. La posologia prevede l’assunzione di due o tre tazze al giorno, preferibilmente a stomaco vuoto.

Se invece il vostro problema è una tosse che non vuole andare via, preparate un decotto utilizzando una miscela erboristica composta da 40 grammi di fiori di farfaraccio, 30 grammi di radici di enula e 30 grammi di radici di liquirizia. Fate bollire un cucchiaino della miscela in circa 120 millilitri di acqua per circa dieci minuti. Togliete il decotto dal fuoco e fate riposare per altri dieci minuti. Infine filtrate. Il decotto andrà assunto fino a tre volte al giorno, preferibilmente lontano dai pasti.

L’impiego del farfaraccio è sconsigliato a chi soffre di problemi epatici, alle donne in gravidanza e durante l’allattamento.



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