Il Favagello

Conosciuto anche sotto i nomi di “favaiola”, “lazzara piccola”, “erba fava”, “ranonquel”, “favucello” e “faarello”, il Favagello (Ficaria ranunculoides) è una pianta perenne, classificata nella famiglia delle Ranuncolaceae.
Diffuso nei boschi umidi, fino a un’altitudine di 1.600 metri, il favagello è caratterizzato da un fusto piuttosto molle, che tende a piegarsi, di colore rossastro o marroncino. Dal fusto si dipartono numerose foglie color verde chiaro, a forma di cuore e dalle nervature molto marcate.

I fiori sono gialli e solitari e presentano dai 6 ai 12 petali. Il frutto è un piccolo achenio. Il sapore è leggermente piccante, mentre l’odore è impercettibile.
La fioritura del favagello avviene in primavera, nei mesi di marzo e aprile. Può raggiungere un’altezza di 30 centimetri.
Il nome ficaria deriva dal latino ficus e probabilmente fa riferimento alla forma delle radici, particolarmente gonfie, che ricordano quella del frutto.


Favagello: Principi Attivi e Proprietà terapeutiche

Costituenti la pianta del favagello sono un olio essenziale, una saponina, tannini e vitamina C.
In fitoterapia, abitualmente si utilizzano i tubercoli, da cogliere dopo la fioritura, ma anche il succo fresco e le foglie. Queste ultime sono maggiormente efficaci se colte nei mesi precedenti la fioritura e dopo un processo di essiccazione.

Le proprietà medicamentose del favagello erano note già durante il Medioevo, epoca in cui si faceva riferimento alla pianta con l’appellativo di “erba delle emorroidi”. Secondo un’antica teoria, era la forma stessa della pianta a indicarne la funzione terapeutica, in quanto le radici, gonfie e grassocce, rimanderebbero proprio alla forma delle emorroidi.

Il favagello ha proprietà lenitive, analgesiche, antinfiammatorie, antisettiche e antiemorroidarie. Viene generalmente impiegato per la realizzazione di impacchi da utilizzare come rimedio per ragadi anali ed emorroidi.


Favagello: Infuso e Impieghi in Cucina

Se soffrite di emorroidi, preparare un infuso a base di favagello, lasciando macerare 3 cucchiaini di composto erboristico in una tazza di acqua bollente. Fate riposare per dieci minuti, filtrate e attendete che si intiepidisca. L’infuso va assunto un po’ alla volta lungo l’arco della giornata. Il rimedio così ottenuto è utile anche contro le impurità della pelle.

In commercio, potete trovare anche diverse pomate a base di favagello, da utilizzare esternamente per la cura delle emorroidi.
Il Favagello, inoltre, è una pianta ricca di vitamine, che può essere consumata all’interno di insalate e minestre.
Così come tutte le ranuncolaceae, anche il favagello ha un suo grado di tossicità. È importante dunque assumerlo con misura e, in caso di gravidanza e allattamento, chiedere sempre un consulto al proprio medico di famiglia.



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