Il Camedrio

Il Camedrio (Teucrium chamaedrys) è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae.
Diffusa nelle zone calcaree di tutto il territorio italiano, fino a un’altitudine di 1.500 metri, è anche nota sotto i nomi di “querciolo”, “erba viva”, “cerzodda”, “jerbe de fiere”, “calamandrea” e “scalambrina”.
Il fusto, di colore verde scuro con sfumature violacee, è serpeggiante e piuttosto ramificato. Le foglie, di un intenso colore verde smeraldo, sono lisce anteriormente e lanuginose nella parte posteriore.
I fiori, di colore porpora o rosa, sono riuniti in grappoli. La fioritura avviene in primavera, nel mese di maggio, e si prolunga fino alla fine dell’estate.
L’odore è molto intenso. Il sapore è amarognolo. Il camedrio può raggiungere un’altezza di 35 centimetri.

Il nome del genere, “teucrium” deriva dal leggendario Teucro, il re di Troia che, per primo, avrebbe sperimentato le proprietà medicamentose della pianta.
Il nome “chamaedrys”, invece, si può tradurre con “quercia nana” e fu utilizzato per la prima volta da Teofrasto, discepolo del filosofo Aristotele.


Camedrio: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta del camedrio sono tannini, un olio essenziale, triterpeni, flavonoidi, diterpeni lattonici e sostanze amare.
Nelle pratiche fitoterapiche, di solito si impiegano le infiorescenze e le foglie, che vanno colte durante il periodo di fioritura. Sia i fiori che le foglie vanno fatti essiccare in un ambiente lontano da fonti luminose.

Le doti medicinali del camedrio erano conosciute già presso gli antichi. In passato, la pianta era per lo più impiegata come blando lassativo e come rimedio carminativo, digestivo e stomachico.
Il camedrio, inoltre, ha proprietà febbrifughe e astringenti ed è stato anche adoperato come ingrediente per la preparazione di trattamenti esterni contro infiammazioni gengivali e piorrea.
Questa pianta veniva anche utilizzata nell’industria dei liquori. Le sue proprietà amaro-toniche ne hanno fatto una delle erbe predilette dalla medicina popolare per la realizzazione di tonici e bevande aperitive.


Camedrio: Controindicazioni

Le proprietà del camedrio individuate nell’antichità rimangono tuttora immutate. Tuttavia, la pianta è oggi annoverata tra quelle tossiche e velenose, potenzialmente dannose per la salute o addirittura letali.
Le sue presunte proprietà medicamentose, dunque, non sono state mai provate in via definitiva. La presenza di diterpeni neoclerodanici, infatti, fa del camedrio un’erba epatossica, in grado di causare epatiti acute, croniche e fulminanti. Di conseguenza, il camedrio è stato inserito nella lista compilata dal Ministero della Salute che enumera le piante non ammesse per la realizzazione di integratori alimentari.
È dunque altamente sconsigliato utilizzare la pianta per la preparazione di infusi o decotti.



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