La Pilosella

Conosciuta anche sotto i nomi di “erba mulnara”, “pelozèla”, “lingua d’gat” e “pilusedda”, la Pilosella (Hiracium pilosella) è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle Composite.
Diffusa sia nelle zone collinari che in quelle montuose, fino a un’altitudine di 3.000 metri, la pilosella deve il nome del genere al temine greco “hierax”, cioè “sparviere”. Secondo una credenza popolare, infatti, gli sparvieri berrebbero il succo della pianta con il fine di ottenere una vista più acuta.

La pilosella presenta un fusto verde chiaro piuttosto lanuginoso, da cui si dipartono foglie dello stesso colore in superficie, grigiastre nella parte inferiore. Le foglie sono oblunghe e, come il fusto, ricoperte da una leggera peluria.
I fiori, che sbocciano in piena primavera, sono dei caratteristici capolini solitari di un colore giallo molto intenso. La fioritura può durare da maggio a settembre.
L’odore è pressoché impercettibile mentre il sapore è amarognolo.


Pilosella: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di pilosella sono mucillagini, tannini, flavonoidi e triterpeni. Il principio attivo più importante da un punto di vista fitoterapico è certamente l’ombrelliferone, un composto cumarinico dalle notevoli proprietà medicamentose.
È proprio grazie alla presenza dell’ombrelliferone, infatti, che la pilosella può vantare virtù astringenti, antibiotiche, diuretiche, colagoghe e antinfettive.
Tali qualità ne fanno un ottimo rimedio contro diversi disturbi: diarrea e altri problemi di natura intestinale, brucellosi ed epistassi.

Per le sue proprietà diuretiche, la pilosella è altresì consigliata per favorire la diuresi e, conseguentemente, l’eliminazione delle tossine. Tale caratteristica ne fa un toccasana a livello epatico e biliare e un’ottima cura in caso di cistite.
Da un punto di vista cosmetico ed estetico, la pilosella può rivelarsi utile nei casi di cellulite e ritenzione idrica.

Nelle pratiche fitoterapiche, di solito si utilizza l’intera pianta, che va adoperata fresca. Sin dall’epoca medievale, quando le proprietà della pilosella vennero elencate da Santa Ildegarda, si impiega anche il succo fresco, che va estratto nel periodo compreso tra giugno e ottobre.


Pilosella: Infuso, Tisana e Tintura Madre

Se soffrite di ritenzione idrica o di pelle a buccia d’arancia oppure se, in generale, avete necessità di stimolare la diuresi, preparate un infuso a base di pilosella. Vi basterà procuravi circa 80 grammi di fiori freschi, che dovrete lasciare in infusione in 1 litro di acqua bollente. Attendete per una decina di minuti, filtrate e lasciate intiepidire. L’infuso così ottenuto andrà assunto una volta al giorno lontano dai pasti. Per un utilizzo più semplice e veloce, in commercio troverete tisane a base di pilosella già pronte all’uso.

Contro le infiammazioni della gola, preparate invece una tisana, lasciando in infusione l’equivalente di due cucchiaini di pianta essiccata in 300 ml di acqua bollente. La posologia prevede l’assunzione della tisana per tre volte al giorno, fino alla completa scomparsa dei sintomi. In alternativa, potrete utilizzare la stessa tisana per effettuare dei gargarismi dalla funzione decongestionante.

La tintura madre di pilosella, in vendita in farmacia e nei negozi specializzati, è invece consigliata in caso di infezione vescicale. Prima di iniziare la cura, è importante che consultiate il vostro farmacista di fiducia per concordare la posologia esatta per il vostro particolare caso.
L’utilizzo della pilosella è sconsigliato in gravidanza.



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