L’Eringio

Diffuso nelle zone rocciose e aride, fino a un’altitudine di 1.500 metri, l’Eringio (Eryngium campestre) è una pianta perenne classificata nella famiglia delle Ombrellifere e nota anche sotto i nomi di “calcatreppolo”, “cardone a cento capi”, “salata del diavolo”, “bocca di ciuco” e “brustolone”.
Dal punto di vista morfologico, presenta un fusto eretto e vigoroso, da cui si dipartono numerosi rami.
Le foglie, di colore verde-biancastro, sono spinose e, nella parte più interna della pianta, suddivise in piccoli segmenti.
I fiori, distribuiti in capolini peduncolati, sono di colore bianco e hanno una particolare forma quasi sferica. La fioritura avviene in estate, tra luglio e settembre. I frutti sono degli acheni ovoidali. L’odore è simile a quello del muschio. Il sapore è prima dolce, poi amarognolo e piuttosto aspro.


Eringio: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

La pianta di eringio è spesso ricordata per le sue virtù afrodisiache le quali, tuttavia, non trovano alcuna conferma sperimentale.
Tra i principi attivi, vi sono saponine, sali minerali (soprattutto potassio, sodio e calcio), acido caffeico e un olio essenziale. In fitoterapia, solitamente si impiegano le foglie (da cogliere nei mesi di luglio e agosto) e la radice (colta in primavera e in autunno).
L’eringio ha numerose proprietà terapeutiche che ne fanno un valido rimedio naturale contro inappetenza, patologie intestinali, itterizia, disturbi dell’apparato respiratorio e delle vie urinarie. La pianta ha infatti virtù diuretiche, aperitive, emmenagoghe, tossifughe, spasmolitiche e lassative.
Al di là degli utilizzi fitoterapici, l’eringio è soprattutto noto in campo gastronomico. Difatti, mentre i germogli vengono diffusamente consumati all’interno di insalate, le foglie, colte appena spuntate, si prestano a divenire delle delizie, se conservate sotto aceto o sottoposte a canditura.


Eringio: Decotto

Per stimolare la diuresi, preparate un decotto a base di eringio lasciando bollire circa 50 grammi di radici essiccate in 1 litro di acqua. Quando il liquido si sarà ridotto per un terzo, spegnete la fiamma e fate riposare per una decina di minuti. Infine, filtrate e attendete che si intepidisca. La posologia prevede l’assunzione di due o tre tazze al giorno, lontano dai pasti. Lo stesso decotto sarà utile anche per regolarizzare il ciclo mestruale e, con l’aggiunta di eucalipto, per lenire i sintomi influenzali.
L’eringio è anche disponibile sotto forma di tintura madre, da acquistare nelle farmacie specializzate in prodotto naturali. La tintura viene prescritta principalmente in caso di cistiti e, in generale, infezioni dell’apparato urinario.
L’eringio non presenta particolari controindicazioni se non quelle legate ad una possibile ipersensibilità individuale. In caso di gravidanza o allattamento è buona norma chiedere un consulto al proprio medico di famiglia prima dell’assunzione.



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