Il Tanaceto

Il Tanaceto (Tanacetum vulgare) è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è diffusa principalmente nei terreni incolti dell’Italia centro-settentrionale, fino a un’altitudine di 1.400 metri.
Noto anche sotto i nomi di “erba amara”, “erba della primavera”, “atanasia”, “erba vermicolare”, “cresporinna selvatica” e “erba pennina”, fino a qualche decennio fa il tanaceto era molto diffuso nelle case campagnole, dove veniva fatto essiccare e utilizzato contro le mosche, le tarme e le pulci oppure come spezia in cucina.

Alto fino a 1,20 metri, il tanaceto presenta un fusto molto foglioso, di colore marroncino. Le foglie, glabre e alterne, sono di colore verde scuro e appassiscono molto velocemente. I fiori, riuniti in grossi capolini, hanno un caratteristico giallo oro. La fioritura avviene in estate, nel periodo compreso tra luglio a settembre. L’odore è molto gradevole e il sapore aromatico.
Il nome del genere deriva dal greco athanasia (cioè “immortale”) e sta probabilmente ad indicare la lunga durata dell’infiorescenza o, secondo altre fonti, il fatto che l’infuso della pianta rappresentasse per gli antichi un elisir di eterna giovinezza.


Tanaceto: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta del tanaceto sono un olio essenziale ricco di tujone, flavonoidi, lattoni sesquiterpenici, lipidi, tannini, resine, acido citrico, butirrico, ossalico, vitamina C, manganese e polisaccaridi.
Nelle pratiche fitoterapiche si impiegano esclusivamente le sommità fiorite e i semi.

Il tanaceto ha numerose proprietà terapeutiche, che ne fanno un ottimo rimedio contro contusioni, mal di denti, aerofagia, distorsioni, reumatismi, parassitosi e disturbi legati al ciclo mestruale. La pianta, infatti, ha virtù digestive, emmenagoghe, rinfrescanti, insetticide, astringenti, febbrifughe, toniche e vermifughe.
Il tè ricavato dal tanaceto veniva in passato utilizzato come vermifugo. Allo stesso scopo, durante la Quaresima, si era soliti preparare dei biscotti a base di tanaceto per contrastare i vermi che, secondo un’errata credenza, si sarebbero formati a causa della tradizionale assunzione di pesce. Recenti studi hanno riconosciuto le proprietà anticefalalgiche (riduzione del mal di testa) della pianta.


Tanaceto: Infusi, Decotto e Controindicazioni

Se soffrite di aerofagia, potrebbe esservi utile un infuso a base di tanaceto. Fate bollire circa 300 millilitri di acqua e lasciatevi in infusione 10 grammi di sommità fiorite, essiccate e accuratamente sminuzzate. Trascorsi dieci minuti, filtrate e attendete che si intiepidisca. L’infuso andrà assunto dopo i pasti principali.
Contro un fastidioso mal di denti, invece, preparate un secondo infuso, che contribuirà a calmare il dolore in attesa della visita dal dentista. Fate macerare 50 grammi di infiorescenze di tanaceto in 1 litro di acqua bollente. Dopo un quarto d’ora, filtrate. Una volta che si sarà raffreddato, impiegate l’infuso per degli sciacqui della bocca da eseguire più volte al giorno.

Il tanaceto è oggi utilizzato principalmente per disinfestare giardini e orti devastati dalla presenza di parassiti. Se volete evitare che altiche e tignole danneggino il vostro giardino, mettete sul fuoco una pentola con 10 litri di acqua e, una volta che avrà raggiunto il bollore, aggiungetevi 300 grammi di tanaceto. Fate bollire per circa 20 minuti. Quando il decotto si sarà raffreddato, potrà essere nebulizzato sulle vostre piante.
In caso di gravidanza, è assolutamente controindicato assumere preparati a base di tanaceto. Si tratta, infatti, di una pianta potenzialmente abortiva.



Iscriviti alla newsletter!
E-Mail:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *