Il Raponzolo

Conosciuto, nei vari dialetti, anche sotto i nomi di “raponzo”, “rampunzi”, “ramponzeli”, “raponzul” e “rapuonzolo”, il Raponzolo (Campanula rapunculus) è una pianta biennale appartenente alla famiglia delle Campanulaceae.
Diffuso principalmente nei terreni di tipo calcareo, nei pressi di roveti e siepi, fino a un’altitudine di circa 1.000 metri, il raponzolo è facilmente individuabile per i graziosi fiori di colore azzurrognolo.
Il fusto, sottile e lanuginoso, si protende verso l’alto fino a un’altezza di circa 1,80 metri. Le foglie, affusolate e di colore verde chiaro, hanno un andamento leggermente ricurvo. I fiori, dal colore azzurro o violaceo, sbocciano tra la tarda primavera e l’estate, nel periodo che va da maggio ad agosto. Questi ultimi hanno una caratteristica forma a campanella e presentano poche foglioline, piuttosto piccole. La radice è molto carnosa.
Il nome scientifico della pianta (campanula) pare derivi proprio dalla forma della corolla dei fiori, che ricorda, per l’appunto, una piccola campana.
Il raponzolo è, sin da tempi remoti, utilizzato in cucina come ingrediente all’interno di insalate. È proprio dall’utilizzo gastronomico che deriva il nome specifico della pianta (rapunculus) che in latino significa “piccola rapa”.


Raponzolo: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta del raponzolo sono inulina, vitamina C e sali minerali. Nelle pratiche fitoterapiche, vengono di solito impiegate le foglie fresche e la radice, diffusamente adoperate anche in cucina.
In passato, al raponzolo venivano riconosciute proprietà tali da farne uno dei rimedi più comuni contro l’angina. Oggi gli vengono attribuite virtù antisettiche, vulnerarie, astringenti e rinfrescanti. Le foglie della pianta vengono per lo più adoperate nella cura delle verruche. Per le loro qualità antisettiche e rinfrescanti, invece, i fiori sono principalmente utilizzati come ingredienti in colluttori e in altri prodotti per l’igiene orale.
Nonostante le diverse proprietà terapeutiche, oggi il raponzolo è anzitutto usato in ambito gastronomico. Da un punto di vista medicamentoso, invece, è stato surclassato da altre piante medicinali come l’agrimonia e l’asperula che hanno proprietà simili, ma che risultano più efficaci.


Raponzolo: Decotto

Se soffrite di un brutto raffreddore e la gola vi duole, potrebbe risultare indicato un buon decotto a base di raponzolo. Potrete prepararlo facilmente facendo bollire, per almeno venti minuti, 100 grammi circa di radici in 1 litro di acqua bollente. Trascorso il tempo necessario, togliete il tegame dal fuoco, filtrate e lasciate che si intiepidisca. Se lo preferite, addolcite con un po’ di miele. La posologia prevede l’assunzione di una tazza al giorno fino alla scomparsa dei sintomi influenzali.
Il raponzolo non presenta particolari controindicazioni. In caso di gravidanza e allattamento, è comunque opportuno chiedere un consulto al proprio medico di famiglia.



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