Il Sigillo di Salomone

Il Sigillo di Salomone (Polygonatum officinale) è una pianta perenne alta fino a 50 centimetri, appartenente alla famiglia delle Liliaceae. Conosciuta anche sotto i nomi di “poligonato”, “ginocchietto”, “mughetto selvatico“ e “frassinella”, il sigillo di Salomone è particolarmente diffuso nelle foreste e nei boschi delle aree montane e submontane di tutta Italia, fino a un’altitudine di circa 2.000 metri.
Il fusto, eretto e ricco di foglie, è glabro e leggermente ricurvo. Le foglie, alterne e ovali, sono di colore verde scuro sulla parte superiore e azzurrine in quella inferiore.
I fiori, bianchi con sfumature verdognole, hanno forma tubolare. La fioritura avviene nel pieno della primavera, nel periodo che va da aprile a giugno.
Il frutto è una bacca bluastra, che contiene fino a sei semi. Il rizoma, di colore bianco, è piuttosto polposo. L’odore è alquanto gradevole, mentre il sapore è acido e nauseabondo.
Le virtù terapeutiche del sigillo di Salomone era note già nel I secolo, quando Dioscoride, medico e botanico greco, parlava della capacità della pianta di velocizzare la guarigione delle ferite e, al contempo, di schiarire le macchie della pelle.


Sigillo di Salomone: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti il sigillo di Salomone sono asparagina, mucillagine, glucosio, gomma arabica, saponina, glucochinina, tannino e ossalato di calcio. Nelle pratiche fitoterapiche, si utilizza esclusivamente il rizoma, che va colto in autunno.
Alla fitoterapia moderna il sigillo di Salomone si è rivelato una pianta dalle poche ma efficaci proprietà. Esso infatti ha virtù principalmente emolitiche, ipoglicemizzanti, digestive e risolventi. Tali qualità ne fanno un diffuso rimedio naturale contro reumatismi, problemi digestivi, macchie, ascessi, patereccio, efelidi, contusioni e diverse patologie della pelle.

Il sigillo di Salomone è attualmente impiegato nella cosmesi per attenuare, come ai tempi di Dioscoride, le macchie dell’epidermide e come ingrediente in trattamenti finalizzati a ridare luminosità alla pelle. Secondo un’antica ricetta, inoltre, il rizoma, cotto nel forno e poi schiacciato, può essere applicato sulle contusioni per calmare i dolori.


Sigillo di Salomone: Cataplasma e Controindicazioni

Per schiarire le macchie della pelle, potrebbe esservi utile un cataplasma a base di sigillo di Salomone. Preparate un infuso lasciando riposare 15 grammi di rizoma sminuzzato in una bacinella di acqua bollente (circa 1 litro). Trascorsi cinque minuti circa, immergete nell’infuso un batuffolo di cotone, che dovrà essere applicato sulle zone interessate.
È bene ricordare che, a differenza del rizoma, il frutto del sigillo di Salomone è velenoso e potenzialmente mortale. L’assunzione del rizoma, invece, non ha particolari controindicazioni, se non quelle legate a ipersensibilità individuale.



Iscriviti alla newsletter!
E-Mail:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *