L’Erba Roberta

Conosciuta, nelle diverse zone d’Italia, anche con i nomi di “erba rossèra”, “cicuta rossa”, “roberziana”, “pizzu di cicogna”, “erba cimicina”, l’Erba Roberta (Geranium robertianum) è una pianta annuale annoverata nella famiglia delle Geraniaceae.
La pianta presenta un fusto lanuginoso di colore marroncino tendente al rosso, caratterizzato da piccoli nodi, tra i quali spuntano foglie palmate di colore verde chiaro. I fiori, rosa o lilla, sbocciano in piena primavera.
Il periodo di fioritura ha inizio ad aprile e termina alla fine dell’estate, nel mese di settembre. La radice è rossastra e piuttosto corta. L’odore è molto intenso, mentre il sapore è amarognolo.
Il nome del genere pare derivare dal termine greco geranium (cioè “gru”), che indicherebbe la particolare forma a becco di alcune parti della pianta. Il nome robertianum, invece, potrebbe essere un’adulterazione di rupertianum. Se così fosse, il nome della pianta sarebbe un evidente riferimento a San Ruperto, colui che per primo scoprì alcune delle virtù medicamentose possedute dalla pianta.


Erba Roberta: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti l’Erba Roberta sono tannini, resina, un olio essenziale, una sostanza amara (geranina) e vitamina C.
Nelle pratiche fitoterapiche si impiegano le sommità fiorite della pianta, che vanno colte nel periodo compreso tra maggio e agosto, poi distribuite in fasci e, infine, fatte essiccare in un ambiente aerato.
L’Erba Roberta ha numerose proprietà medicamentose. Se San Ruperto ne scoprì le proprietà emostatiche, Santa Ildegarda, secoli dopo, ne sfruttava ampiamente le molteplici virtù.
Oggi se ne riconoscono solo alcune, tra le quali ricordiamo le proprietà emostatiche, diuretiche, antinfiammatorie, ipoglicemizzanti, toniche, vulnerarie, astringenti, antireumatiche e antispasmodiche.
L’Erba Roberta viene dunque adoperata come rimedio naturale nei casi di dermatosi, diarrea, piaghe, raucedine, afte della bocca, ulcere putride, angina e fistole anali.


Erba Roberta: Infuso e Cataplasma

Se dovete fronteggiare problemi di diarrea, un infuso a base di Erba Roberta potrebbe fare al caso vostro. Per prepararlo, procuratevi 20 grammi di sommità fiorite, che dovrete lasciare in infusione in un litro di acqua bollente per una ventina di minuti. Trascorso il tempo necessario, filtrate e poi, se lo preferite, addolcite con del miele. La posologia prevede l’assunzione di un massimo di quattro tazze al giorno.
Lo stesso infuso potrà essere utilizzato esternamente per dei cataplasmi, indicati in caso di fistole anali o piaghe. In questo caso, fate raffreddare l’infuso e bagnatevi delle garze, da applicare poi sulla parte interessata.
L’Erba Roberta non presenta particolari controindicazioni. Tuttavia, in caso di gravidanza e allattamento, è sempre consigliabile chiedere un consulto al proprio medico di fiducia prima dell’assunzione.



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Una risposta

  1. Pietro ha detto:

    salve, pietro da salerno; io sn un appassionato di questi rimedi naturali ke, per me, sn più efficaci dei farmaci; agiscono anke lentamente, ma i risultati si vedono e come.

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