Il Sedano Selvatico

Noto anche sotto i nomi di “appio palustre”, “accia”, “erba sedanina” e “sèllero”, il Sedano Selvatico (Apium graveolens) è una pianta biennale alta da 30 centimetri a 1 metro, annoverata nella famiglia delle Ombrellifere.
Diffusa nei terreni salmastri e nelle zone paludose di tutta Italia, fino a un’altitudine di 100 metri, il sedano selvatico è caratterizzato da un fusto rigido di forma cilindrica, piuttosto ramificato.
Le foglie, piccole e dentellate, hanno un intenso colore verde scuro. I fiori, riuniti in ombrelle, sono giallognoli o biancastri.
La fioritura avviene in estate, tra luglio e settembre. L’odore è molto intenso e gradevole. Il sapore è aromatico.
Il sedano selvatico viene coltivato nei giardini sin dal Cinquecento. Oltre ad avere proprietà medicamentose, questa pianta è, per le sue virtù aromatiche, anche un condimento che si presta ad essere impiegato in numerose pietanze grazie alla sua particolare versatilità.
Il nome latino apium deriva da una parola celtica il cui significato, “acqua”, indicherebbe la presenza della pianta nei pressi di terreni umidi.


Sedano Selvatico: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

I principi attivi del sedano selvatico sono zuccheri, cumarina, sostanze azotate e vitamina B. Nelle pratiche fitoterapiche vengono abitualmente utilizzati le radici, le foglie e i frutti.
Il sedano selvatico ha proprietà drenanti, emmenagoghe, stomachiche, afrodisiache, carminative, stimolanti, diuretiche, febbrifughe, toniche e sedative. In virtù di tali qualità, la pianta viene diffusamente adoperata come rimedio naturale nei casi di meteorismo, flatulenza, tosse, contusioni, artrite, astenia, disturbi del ciclo, esaurimento da stress, emorragie delle vie urinarie, vitiligine, gotta e impotenza sessuale. Il sedano selvatico viene altresì impiegato per ottimizzare il funzionamento del sistema urinario. È a questo scopo che la medicina popolare propone un celebre sciroppo composto da cinque erbe, tra le quali vi è anche il sedano.


Sedano Selvatico: Infuso, Decotto e Controindicazioni

Per alleviare i sintomi dell’artrite, potrebbe esservi utile un infuso a base di sedano selvatico, da preparare mettendo in infusione circa 70 grammi di radici in 1 litro di acqua bollente. Lasciate in infusione per una decina di minuti e filtrate.
Per migliorare le funzioni dell’apparato urinario preparate, invece, un decotto a base di sedano. Procuratevi 20 grammi di radici e fatele bollire in 1 litro di acqua. Una volta spento il fuoco, lasciate riposare per circa un quarto d’ora. Trascorso il tempo necessario filtrate e attendete che si intiepidisca. La posologia prevede l’assunzione di due tazze al giorno. Il decotto così ottenuto ha anche una funzione espettorante.
L’assunzione del sedano è controindicata in gravidanza e in caso di affezioni ai reni. Trattandosi di una pianta fotosensibilizzante, è buona norma non esporsi al sole dopo averla consumata.



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