La Pimpinella

Conosciuta anche sotto i nomi di “sanguisorba”, “meloncello”, “scarita” ed “erba persighiua”, la Pimpinella (Sanguisorba minor) è una pianta spontanea alta da 20 a 70 centimetri, diffusa tra le rocce e nelle zone erbose di tutta la penisola, fino a un’altitudine di circa 1.800 metri. 
Annoverata tra le piante appartenenti alla famiglia delle Rosaceae, la pimpinella è caratterizza da un fusto sottile color ruggine, con foglie ovali e dentellate. I fiori, di forma ovoidale, sono verdognoli in basso e color porpora nella parte esposta ali raggi del sole. La fioritura avviene alla fine della primavera, nei mesi di maggio e giugno. Il frutto, indeiscente, contiene due o tre semi. L’odore è piuttosto gradevole, mentre il sapore è simile a quello del cetriolo.


Nota già ai Romani, la pimpinella deve il suo nome al termine latino piper (“pepe”) che ne indicherebbe le caratteristiche aromatiche. Il nome scientifico, invece, deriva dal sostantivo sanguis (“sangue”) e dal verbo sorbeo (“assorbo”) e indica la presunta capacità della pianta di fermare le emorragie.
All’epoca dei Turdor, piante di pimpinella venivano posizionate lungo i sentieri per profumare i percorsi dei viandanti.
Non è da confondersi con la Pimpinella Maggiore (Sanguisorba officinalis), che ha differenti proprietà curative.

Pimpinella: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di pimpinella sono tannini, un olio essenziale e vitamina C. Nelle pratiche di fitoterapia viene impiegata l’intera pianta, che può essere colta in qualsiasi momento dell’anno.
La pimpinella ha molteplici virtù medicamentose. Nel Cinquecento veniva impiegata come rimedio contro il vomito, le emorragie interne ed esterne, le ragadi e per rendere più bello il viso delle donne. Oggi si riconoscono alla pianta proprietà astringenti, carminative, digestive, emostatiche, diuretiche e vulnerarie. Tali qualità fanno della pimpinella un valido ausilio contro diarrea, emorroidi, meteorismo, leucorrea, disturbi della menopausa e, usata esternamente, piaghe e scottature.
La pimpinella è altresì adoperata in cucina come erba aromatica. Il sapore delle foglie, a metà strada tra quello della noce e quello del cetriolo, ne fa un ottimo ingrediente per insalate, minestre e piatti a base di formaggi o pesce.


Pimpinella: Decotto e Impacco

In caso di disturbi intestinali, aggravati da una pesante diarrea, potrebbe esservi d’aiuto un decotto a base di pimpinella, adatto anche contro le emorroidi. Per prepararlo vi basterà procurarvi dieci grammi di fiori e foglie, che dovranno essere lasciati in infusione per circa dieci minuti in mezzo litro di acqua bollente. Il decotto così ottenuto andrà bevuto lungo l’arco della giornata, fino alla completa guarigione.
Un impacco a base di foglie fresche di pimpinella, da applicare sulla zona interessata, può essere utile per i reumatismi.
La pimpinella non presenta particolari controindicazioni.



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