Il Licopodio

Diffuso nel pascoli alpini e nei terreni silicei dell’Italia del centro e del nord fino a un’altitudine di circa 2.300 metri, il Licopodio (Lycopodium clavatum) è una pianta perenne e strisciante, che può raggiungere la lunghezza di 1 metro, appartenente alla famiglia delle Lycopodiaceae.
Nota, nei vari dialetti, anche sotto il nome di “erba strega”, braghe d’orso”, “musco clavato” e “muscu terrestri”, la pianta di licopodio è facilmente riconoscibile per il suo fusto ramoso e serpeggiante, da cui si dipartono piccoli rametti terminanti in spighe di colore verdognolo. Ogni spiga nasconde uno sporangio di colore giallo chiaro, che accoglie delle spore. Si tratta di una pianta crittogama, che non presenta fiori.
Il nome licopodio deriva dalle parole greche pus (cioè “piede”) e lycos ( ossia “lupo”), che si riferirebbero alla forma dei rami. Il nome clavatum, invece, deriva dal termine latino clava, che indicherebbe la caratteristica forma delle spighe.


Licopodio: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di licopodio sono cellulosa, zolfo, silicio, manganese, calcio, olio essenziale, zuccheri, alcaloidi, licopidina, clavatoxina, gomme e pigmenti flavonici. Nelle pratiche fitoterapiche, vengono impiegate le spore, che vanno raccolte nei mesi di agosto e settembre e, dopo essere state passate al setaccio, conservate in un luogo asciutto.
La polvere gialla ricavata dalle spore di licopodio ha diverse proprietà terapeutiche. Essa ha principalmente virtù emollienti, lassative, disintossicanti e diuretiche. Sotto forma di tisana, viene utilizzata per un’azione depurativa del fegato, ma anche come rimedio naturale contro i reumatismi. Esternamente, invece, viene impiegata per la cura di eritemi, irritazione, dermatite e di altre patologie della cute.
Se fatta essiccare, può essere raccolta all’interno di piccoli sacchetti e applicata durante la notte per lenire il dolore causato dai crampi.
Il licopodio viene anche adoperato nell’industria cosmetica all’interno di ciprie e talco. Conosciuto anche come “zolfo vegetale”, il licopodio veniva anticamente impiegato come polvere per i flash delle vecchie macchine fotografiche e, più recentemente, per la preparazione di fuochi d’artificio.


Licopodio: Tisana e Rimedi Omeopatici

Se il vostro intento è quello di preparare un rimedio depurativo per il fegato, la tisana a base di licopodio potrebbe fare al caso vostro. Vi basterà lasciare in infusione, per soli due minuti, un cucchiaino di polvere di licopodio in un quarto di litro di acqua bollente. Trascorso il tempo necessario, aspettate che si intiepidisca. La tisana così ottenuta andrà assunta ogni mattina a digiuno.
Il licopodio è anche un diffuso rimedio omeopatico, utilizzato soprattutto nei casi di ansia, aggressività, manifestazioni cutanee recidivanti, affezioni urogenitali, scarsa memoria, disturbi digestivi, meteorismo e flatulenza.



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