La Cinoglossa

Conosciuta anche con i nomi di “lingua di cane”, “erba vellutina”, “cinoglosso” e “zerumola”, la Cinoglossa (Cynoglossum officinale) è una pianta spontanea biennale appartenente alla famiglia delle Boraginaceae. La cinoglossa è diffusa per lo più nelle zone montane e submontane, fino a un’altitudine di circa 2.000 metri. Alta da 30 a 80 centimetri, la cinoglossa presenta un fusto peloso di colore verde chiaro, ramificato solo nella parte superiore. Le foglie, di un colore verde tendente al grigio, sono lunghe, picciolate e piuttosto cedevoli. I fiori hanno un caratteristico colore rosso opaco, simile a quello del vino, e crescono riuniti in grappoli.
La fioritura avviene tra maggio e luglio. L’odore è nauseabondo, mentre il sapore è prima dolciastro, poi amarognolo.
Il nome della pianta deriva dalle parole greche kyôn (cioè “cane”) e glôssa (ossia “lingua”), e si riferisce probabilmente alla caratteristica forma delle foglie. La cinoglossa era già conosciuta nel XVI secolo, quando veniva impiegata come ingrediente principale di pillole sedative.


Cinoglossa: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di cinoglossa sono mucillagini, alcaloidi pirrolizidinici, tannini, resina e un olio essenziale. Nelle pratiche fitoterapiche vengono impiegati la radice (colta nella stagione autunnale del secondo anno di vita della pianta) e le foglie fresche. Sia la radice che le foglie vanno essiccate immediatamente dopo averle colte e conservate in recipienti ben chiusi. Si tratta, infatti, di una pianta che assorbe facilmente l’umidità e che ammuffisce molto rapidamente.
La cinoglossa ha per lo più proprietà astringenti, calmanti, cicatrizzanti, vulnerarie ed emollienti. Essa viene per questo adoperata come rimedio naturale contro diarrea, ragadi, scottature, screpolature, prurito ed eczemi. L’utilizzo è esclusivamente esterno.


Cinoglossa: Consigli d’Uso e Controindicazioni

Contro le ragadi vi potrà essere utile adoperare degli impacchi a base di cinoglossa. Vi basterà far bollire un cucchiaino di radice essiccata in un litro di acqua. Trascorsi dieci minuti, filtrate e lasciate che si intiepidisca. Quando l’infuso avrà raggiunto la giusta temperatura, imbevetevi delle garze che andrete ad applicare sulle ragadi.
Se invece il vostro problema è una brutta scottatura, fate macerare due cucchiaini di foglie di cinoglossa in una tazza di acqua bollente. Dopo dieci minuti, impregnate del liquido una garza ed applicatela sulla parte interessata più volte al giorno. In caso di infiammazioni alla bocca, invece, immergete un cucchiaino di radice in mezzo litro di acqua. Portate ad ebollizione ed attendete dieci minuti. Quando l’infuso si sarà raffreddato effettuate degli sciacqui.
La cinoglossa è una pianta di media tossicità. Prima di iniziare qualsiasi terapia, è buona norma chiedere un consulto al proprio erborista di fiducia.



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