La Coreggiola

Nota anche con i nomi di “poligono degli uccelli”, “erba dei cento nodi” e “porcellana selvadega”, la Correggiola (Polygonum Aviculare) è una pianta annuale che appartiene alla famiglia delle Poligonaceae, diffusa in tutta Italia fino a un’altitudine di 2.300 metri.
Alta da 10 a 50 centimetri, la correggiola è facilmente riconoscibile per i molteplici fusti di colore verde chiaro, da cui si dipartono foglie lanceolate che presentano alla base un minuscolo rivestimento color argento. I fiori, che possono essere bianchi o rosa, sono molto piccoli e non profumati. La fioritura avviene nel periodo compreso tra giugno e novembre.
La correggiola è conosciuta sin dai tempi antichi per le sue proprietà emostatiche che, presso i Romani, le valsero il soprannome di sanguinaria. Per molti secoli è stata considerata un farmaco dotato di effetti miracolosi nella cura della tubercolosi.


Coreggiola: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di correggiola sono tannini, resina, mucillagini, flavonoidi e silice. Nelle pratiche fitoterapiche viene impiegato il succo fresco, estratto nel periodo di fioritura della pianta, e la radice. Quest’ultima va colta in autunno e poi fatta seccare.
La correggiola ha proprietà diuretiche, astringenti, emostatiche, lassative, vulnerarie, espettoranti, cicatrizzanti e antiflogistiche. Tali virtù fanno della pianta un valido rimedio naturale contro diarrea, epistassi, litiasi renale, leucorrea, affezioni bronchiali, osteoporosi e ipertensione.
Per uso esterno, viene impiegata per favorire la rimarginazione di piaghe e ferite. La correggiola viene altresì impiegata in campo cosmetico, in particolare nei trattamenti finalizzati alla cura della cellulite.


Correggiola: Tisana, Infuso e Controindicazioni

In caso di insufficienza miocardica con edemi, potrebbe risultare utile una tisana a base di correggiola e altre erbe officinali. Per ottenerla, procuratevi una miscela composta da 50 grammi di infiorescenze di biancospino, 20 grammi di parti aeree di equiseto e 30 grammi di fiori di correggiola. Lasciate in infusione circa 50 grammi del composto in 1 litro di acqua bollente. Trascorsi dieci minuti, filtrate e attendete che si intiepidisca. La tisana così ottenuta andrà assunta almeno tre volte al giorno.
Se soffrite di calcoli ai reni o alla vescica, preparate un infuso mettendo a bollire 20 grammi di correggiola in 1 litro di acqua. Lasciate riposare per dieci minuti, poi filtrate. L’infuso andrà assunto tiepido due volte al giorno, lontano dai pasti principali.
La correggiola non presenta particolari controindicazioni, se non quelle dovute a ipersensibilità individuale. Nonostante ciò, l’elevata presenza di tannini potrebbe comportare lievi forme di irritazione gastrica. L’utilizzo della correggiola è sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento. Prima di iniziare qualsiasi trattamento, è buona norma consultare un medico o il proprio erborista di fiducia.



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