Il Cinquefoglio

Diffuso nei terreni erbosi e incolti di tutta Italia fino a un’altitudine di 1700 metri, il Cinquefoglio (Potentilla reptans) è un’erba perenne e infestante che appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Conosciuto anche con i nomi di “cinquefoglia”, “pentafillo”, “erba calipetallo” e “maggiostra selvadega”, il cinquefoglio presenta un fusto debole e peloso di colore rossastro, foglie divise in cinque foglioline lanceolate e fiori giallo chiaro che sbocciano nel periodo compreso tra giugno a ottobre.
Il rizoma, piuttosto duro e serpeggiante, ha un caratteristico colore marrone scuro. La radice, di tipo fittonante, è rossastra al taglio. Il sapore è pungente mentre l’odore è impercettibile. Può raggiungere un’altezza di 1 metro.




Il cinquefoglio è una pianta molto comune, presente un po’ in tutta Europa. Il numero cinque torna più volte nelle numerazioni delle parti della pianta, ed è proprio da questo aspetto che deriva il nome della pianta.
Il cinquefoglio era anticamente conosciuto come erba dotata di notevoli proprietà cicatrizzanti e antiemorragiche.

Cinquefoglio: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti principali della pianta di cinquefoglio sono tannini, tormentolo e glucidi. Nelle pratiche fitoterapiche vengono impiegati esclusivamente rizoma e radice, raccolti nella stagione autunnale e fatti essiccare all’ombra.
Dal nome del genere è possibile intuire le molteplici ed efficaci virtù della pianta. Il termine potentilla, infatti, deriva dal latino potens o portentum, in riferimento alle svariate proprietà curative dell’erba.
La potentilla reptans ha virtù astringenti, stomachiche, vulnerarie, depurative, febbrifughe, antispasmodiche, antiflogistiche, antidiarroiche e odontalgiche. Essa viene dunque impiegata per la cura di diarrea, febbre, piaghe, afta, emorragie nasali, infiammazioni gengivali e infiammazioni dell’apparato gastro-intestinale. La radice della pianta, polverizzata e mescolata con del tuorlo d’uovo, viene ancora oggi utilizzata come unguento curativo nei casi di patereccio.
Il cinquefoglio è inoltre ampiamente adoperato nell’industria cosmetica, come ingrediente di creme antirughe. Le foglie giovani della pianta, infine, vengono consumate fresche all’interno di insalate.


Cinquefoglio: Decotto e Infuso

Contro le infiammazioni della bocca potrebbe esservi utile un buon decotto a base di cinquefoglio, da preparare lasciando macerare un cucchiaino di radice essiccata e polverizzata in una tazza di acqua bollente. Il decotto così ottenuto potrà essere utilizzato anche esternamente in caso di eruzioni cutanee.
Se il vostro problema è una diarrea persistente, invece, recatevi presso la vostra erboristeria di fiducia e chiedete del rizoma da utilizzare in piccole quantità per la preparazione di infusi astringenti.
La pianta di cinquefoglio non presenta particolari controindicazioni. In caso di gravidanza o allattamento, tuttavia, è buona norma chiedere consiglio al proprio medico prima di dare inizio a qualsiasi tipo di terapia fitoterapica.



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