La Lantana

La Lantana (Viburnum lantana) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Verbenaceae, conosciuto anche sotto il nome di “metallo”, “livuorno”, “lentaggine” e “zimogna”. Originaria delle zone tropicali di Africa e America, la Lantana è abbastanza diffusa in varie regioni del mondo, specialmente in Australia. È presente, inoltre, nelle regioni boschive di tutta Italia, fino a un’altitudine di 1.500 metri.
La lantana ha un aspetto decisamente caratteristico. Alta da 2 a 3 metri, presenta un arbusto grigiastro e rami dello stesso colore. Le foglie, opposte e picciolate, sono di colore verde chiaro nella parte superiore e quasi bianche in quella inferiore. I fiori, che sbocciano nei mesi di aprile e maggio, sono biancastri e raccolti in ombrelle. Il frutto è una bacca piatta, verde quando è acerba e rossa quando giunge alla completa maturazione. L’odore è molto intenso mentre il sapore è piuttosto acre e sgradevole.
Il nome della pianta deriva dal verbo latino lantare (ossia “piegare”) ed è dovuto, probabilmente, alla peculiare flessibilità dei rami.


Lantana: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti l’arbusto della lantana sono tannini, fitosterolo, fitosterolina, acidi organici e viburnina, un principio amaro a cui si devono le principali proprietà medicamentose della pianta.
Nelle pratiche fitoterapiche vengono impiegate esclusivamente le foglie e le bacche. La lantana ha virtù astringenti, rinfrescanti, spasmolitiche, antiallergiche e sedative. Tali qualità ne fanno un ottimo rimedio naturale per la cura delle gengive e, soprattutto, per diverse affezioni dell’apparato respiratorio, tra le quali asma bronchiale, bronchite cronica e dispnea.
La lantana viene inoltre impiegata come ingrediente di impacchi contro le emorroidi, per contrastare una fastidiosa diarrea e per limitare gli effetti della piorrea.


Lantana: Utilizzo e Controindicazioni

La lantana viene generalmente utilizzata in omeopatia e gemmoterapia. Preparati a base di lantana sono disponibili nelle farmacie e nelle erboristerie. Le bacche della pianta sono velenose sia per l’uomo che per gli animali. È dunque essenziale consultare il proprio medico o erborista di fiducia prima di iniziare qualsiasi terapia ed evitare assolutamente il fai da te.



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