La Tormentilla

La Tormentilla (Potentilla tormentilla) è un’erba perenne appartenente alla famiglia delle rosaceae, diffusa nelle regioni submontane e alpine fino a un’altitudine di 2200 metri. Nota anche sotto il nome di “erba da biscia” ed “erba melella”, la tormentilla è caratterizzata da un grosso rizoma legnoso, un fusto eretto piuttosto gracile e foglie alterne e picciolate, di colore verde chiaro. I fiori sono piccoli e solitari e hanno un delicato colore giallo. La fioritura avviene tra maggio e ottobre. L’odore è impercettibile mentre il sapore è piuttosto amaro.
Conosciuta per le sue qualità medicamentose soltanto a partire dal Cinquecento, la tormentilla deve il suo nome al termine latino tormens (cioè “colica”).


Tormentilla: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta della tormentilla sono tannini, pseudosaponine, amido, tormentolo, derivati fenilpropanoici e polifenoli.
Nelle pratiche fitoterapiche si impiega esclusivamente il rizoma, colto nei mesi di marzo e aprile. Dopo aver eliminato radici e fusto, il rizoma va essiccato al sole o in un luogo caldo e riparato.
La tormentilla è nota in primo luogo per le sue proprietà astringenti, grazie alle quali da secoli è utilizzata come ingrediente principale di infusi e decotti officinali dall’alto potere antidiarroico. Non si tratta, tuttavia, dell’unica virtù medicamentosa di quest’erba montana. La pianta è dotata, infatti, anche di proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti ed emostatiche. Per uso esterno, inoltre, viene adoperata sotto forma di colluttorio come rimedio alle infiammazioni della gola e come elemento principale di lavande vaginali, da impiegare in caso di vaginite ed altre infezioni dell’apparato genitale femminile.


Tormentilla: Decotti, Impacco e Controindicazioni

In caso di vaginite, potrebbe esservi utile una lavanda a base di tormentilla. Preparate, dunque, un decotto facendo bollire 10 grammi di rizoma essiccato in 1 litro di acqua. Filtrate il tutto e lasciate intiepidire.
Se invece il vostro problema è un doloroso mal di denti, un ascesso dentale, una gengivite o il mal di gola, preparate un secondo decotto, da utilizzare come colluttorio. Fate bollire 15 grammi di rizoma di tormentilla in mezzo litro di acqua. Una volta giunto ad ebollizione, fate riposare il decotto per almeno tre ore prima di utilizzarlo.
Il vino di tormentilla è, invece, un valido rimedio contro la diarrea. Per prepararlo, fate macerare 70 grammi di rizoma in 1 litro di marsala. Fate riposare per otto giorni prima di filtrare e assumete un massimo di due bicchierini al giorno prima dei pasti principali.
Impacchi a base di tormentilla possono essere, infine, un efficace alleato contro le emorroidi. Per preparare un impacco non dovrete fare altro che procurarvi in erboristeria una tintura a base di tormentilla e utilizzarne circa due cucchiaini.
La tormentilla non presenta particolari controindicazioni. L’assunzione va sospesa, tuttavia, in caso di gastrite, vomito e ipersensibilità verso uno dei componenti.



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