Il Faggio

Particolarmente diffuso nell’Italia centro-settentrionale, sulle Alpi e sugli Appennini, fino a un’altitudine di 1800 metri, il Faggio (Fagus silvatica) è un albero dal tronco snello e dalle foglie color verde chiaro, che può raggiungere un’altezza di 40 metri e che appartiene alla famiglia delle Fagaceae.
Il tronco, alto fino a 20 metri, presenta una corteccia piuttosto liscia, di colore prima verde scuro e poi, con l’invecchiamento, grigio cenere. Le foglie, lucide e appuntite, sono pelose sui bordi. La fioritura avviene in primavera, nei mesi di aprile e maggio.
Conosciuto dagli antichi per le sue numerose proprietà medicamentose, il faggio è particolarmente noto anche ai poeti. Virgilio, ne Le Bucoliche, ne descrive l’ampia ombra prodotta dalla chioma. Questa stessa ombra, dove è possibile trovare frescura nei mesi particolarmente caldi, limita l’accesso ai raggi solari, impedendo che nel terreno sottostante crescano altre piante per buona parte dell’anno.

Faggio: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di faggio sono tannini, mucillagini, sali minerali (potassio, calcio, ferro, fosfati) e sostanze fenoliche (creosoto). Nelle pratiche fitoterapiche, si utilizzano le foglie, il legno e la corteccia. Quest’ultima va raccolta nel mese di febbraio da piante di due o tre anni.
L’albero di faggio presenta diverse proprietà terapeutiche. Infatti, è noto per le sue virtù antisettiche, astringenti, febbrifughe, antiacide, assorbenti e aperitive. Tali qualità ne fanno un toccasana contro febbre, affezioni polmonari (principalmente enfisemi), infezioni della bocca e patologie dell’apparato gastro-intestinale.
Il faggio è noto, inoltre, perché dalla corteccia è possibile estrarre gli ingredienti di un rimedio noto come “creosto”, diffusamente impiegato per dare sollievo a chi soffre di malattie dei polmoni. Impiegato anche per eliminare le tossine intestinali, il faggio si è rivelato anche un ottimo alleato contro le febbri intermittenti, fastidiose e debilitanti. Rimedi a base di corteccia di faggio si sono rivelati eccellenti nella riduzione del livello di colesterolo nel sangue. Decotti e infusi a base di faggio, infine, sono raccomandati a chi desidera migliorare la funzionalità renale, a chi soffre di allergie e, in generale, a coloro che hanno necessità di potenziare le proprie difese immunitarie.


Faggio: Infuso, Decotto e Controindicazioni

Per preparare un buon infuso ricostituente a base di faggio, mettete l’equivalente di un cucchiaio di foglie in una tazza da tè che avrete precedentemente riempito di acqua bollente. Fate riposare per un quarto d’ora circa e filtrate. L’infuso può essere bevuto o, una volta intiepidito, utilizzato per effettuare dei gargarismi.
Il decotto a base di faggio, dalle proprietà toniche e digestive, può essere preparato immergendo due cucchiai di corteccia sminuzzata in mezzo litro di acqua fredda. Il composto così ottenuto va fatto bollire a fuoco lento per una decina di minuti, poi filtrato e dolcificato con del miele.
Il faggio non presenta particolari controindicazioni.



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