La Pulsatilla

Nota anche come “erba del diavolo”, “fior de Pasqua” e “passafior”, la Pulsatilla (Pulsatilla vulgaris) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Ranucolacee. Diffusa un po’ in tutta Europa, eccetto che nelle zone mediterranee, fino a un’altitudine di 1800 metri, la pulsatilla cresce spontaneamente nei campi e nei boschi e viene coltivata principalmente per uso ornamentale e fitoterapico.
Si tratta di una pianta delicata, senza fusto, con foglie villose disposte a rosetta. I fiori, particolarmente belli a vedersi, risultano piuttosto grandi e sono caratterizzati da un intenso colore viola o rossastro. La fioritura avviene tra marzo e maggio e, sporadicamente, anche durante l’autunno. L’odore è impercettibile, mentre il sapore è asprigno.
La pulsatilla è conosciuta sin dai tempi antichi per le sue proprietà medicamentose. In passato, la pianta era adoperata come rimedio naturale contro la cecità, la paralisi e la depressione.


Pulsatilla: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di pulsatilla sono tannini, enzimi, saponina, sterolo e anemonina, un alcaloide a cui si deve l’intensa colorazione gialla dell’olio essenziale. Nelle pratiche fitoterapiche viene impiegata tutta la pianta, colta nel periodo compreso tra maggio e luglio.
La pulsatilla ha un gran numero di preziose proprietà terapeutiche. La pianta, infatti, ha virtù diuretiche, antispasmodiche, analgesiche, diaforetiche, espettoranti, antinevralgiche, antiemicraniche, antibatteriche e antimicotiche. In considerazione di tali proprietà, la pulsatilla viene utilizzata come ausilio nei casi di dermatosi, emicrania, febbre, spasmi, tosse spasmodica, nevralgie, disturbi mestruali connessi alla dismenorrea, catarro e stati ansiosi.


Pulsatilla: Infuso e Controindicazioni

Per ottenere un buon rimedio anticatarrale, potete preparare un infuso a base di pulsatilla. Procuratevi 5 foglie della pianta e lasciatale in infusione per una decina di minuti in 5 decilitri di acqua bollente. Trascorso il tempo necessario, filtrate e addolcite con del miele. La posologia prevede l’assunzione di un massimo di due tazzine al giorno per non più di tre giorni.
La pulsatilla può causare diversi effetti collaterali. In caso di ingestione di una dose eccessiva, si possono riscontrare vomito, diarrea, gastroenterite e sangue nelle urine. Nei casi più gravi, possono verificarsi anche disturbi cardiaci e respiratori.
Cure a base di pulsatilla sono assolutamente vietate in gravidanza. La pianta, a causa della presenza di protoanemonina, ha infatti un potente effetto teratogeno e abortivo. Dal momento che tende a far aumentare considerevolmente il flusso mestruale, le donne affette da ipermenorrea dovrebbero evitarne l’assunzione. L’estratto di pulsatilla è, infine, altamente irritante.
Dunque, prima di iniziare qualsiasi terapia a base di pulsatilla, è sempre necessario consultare il proprio medico o erborista di fiducia.



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