Il Vischio

Conosciuto anche sotto il nome di “vischiaja” e “paniajo”, il Vischio (Viscum album) è una pianta parassita appartenente alla famiglia delle Santalaceae. Diffuso nelle regioni centro-meridionali, fino a un’altitudine di 1300 metri, tende a crescere sulla corteccia di diverse specie di alberi, tra cui pioppi, olmi, noci, querce e tigli.
Il vischio è un cespuglio dai fusti di colore verde-giallognolo, sinuosi e lignificati, alto dai 20 cm ai 50 cm. I rami sono spessi e cilindrici, con foglie opposte, oblunghe e carnose. I fiori, dal colore giallo-verde, sbocciano tra marzo e aprile. I frutti sono bacche rotonde e traslucide, con una polpa gelatinosa di colore bianco. L’odore è piuttosto sgradevole, mentre il sapore è amaro.
Nell’antichità, il vischio era considerato sinonimo di fertilità e, presso i Druidi, era ritenuto sacro agli dei. Difatti, ancora oggi, la pianta ha un significato propiziatorio e augurale.


Vischio: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di vischio sono colina, derivati triterpenici, alcaloidi, flavonoidi, lipidi, vitamina C, mucillagini, glucosidi e ammine.
In fitoterapia vengono impiegate principalmente le foglie, fresche o essiccate, colte prima della formazione dei frutti.
Il vischio è una pianta ricca di proprietà terapeutiche. Utilizzato nella medicina popolare come purgante, gode anche di virtù antispasmodiche, diuretiche, antinfiammatorie e ipotensive. Tali qualità ne fanno un apprezzato ausilio naturale nella cura di patologie quali ipertensione, angina, arteriosclerosi, leucorrea, sciatica e disturbi della menopausa e della circolazione.
Il decotto di vischio è, infine, un ottimo rimedio contro i geloni.

Alcune sostanze contenute all’interno delle parti erbacee della pianta sono considerate dotate di effetti antitumorali e immunostimolanti, tanto che il vischio è stato utilizzato sin dagli anni Venti del secolo scorso come agente immunoterapico contro il cancro. Inoltre, questa pianta viene somministrata ai pazienti in chemioterapia per stimolare le difese dell’organismo.


Vischio: Infuso, Decotti e Controindicazioni

Per ottenere un buon rimedio dalle virtù antispasmodiche, fate macerare, per circa 6 ore, 25 grammi di foglie essiccate e sminuzzate di vischio all’interno di una tazza di acqua fredda. La posologia prevede l’assunzione di un massimo di due cucchiai al giorno per due settimane. In alternativa, preparate un decotto, facendo bollire 70 grammi di scorza in 1 litro di acqua. Una volta intiepidito, filtrate e bevete una tazzina al giorno per due settimane.
Contro i geloni, preparate un decotto facendo bollire 100 grammi di foglie in 1 litro di acqua. Trascorsa un’ora, filtrate il tutto e immergetevi la parte del corpo interessata. L’operazione andrà ripetuta ogni giorno (preferibilmente al mattino) per una decina di minuti e, dopo poche applicazioni, otterrete degli soddisfacenti risultati.
Il vischio è verso controindicato in caso di ipersensibilità verso alcuni componenti della pianta. Essendo dotato di una certa tossicità, bisogna assumerlo con cautela.
L’assunzione di bacche potrebbe causare vomito e diarrea.

 



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