Il Trifoglio Fibrino

Il Trifoglio Fibrino (Menyanthes trifoliata) è una pianta acquatica perenne appartenente alla famiglia delle Genzianaceae, diffusa nei terreni paludosi e presso gli acquitrini della regione submontana alpina. Noto anche sotto il nome di “trifoglione d’acqua” e di “trifoglio delle paludi”, la pianta è caratterizzata da un fusto sommerso in 2 o 3 metri di acqua, limo o fango. Il fusto che emerge dall’acqua presenta piccole foglie di colore verde chiaro, suddivise in gruppi di tre. I fiori, bianchi e rosa, sbocciano tra aprile e maggio. Il sapore è amaro mentre l’odore è impercettibile.
Il nome scientifico della pianta pari derivare dal greco “mên anthos” (“fiore del mese”). Un’espressione che indicherebbe il periodo di fioritura o, secondo un’altra interpretazione, la proprietà che ne fa un rimedio efficace contro le mestruazioni scarse. Secondo un’antica leggenda, l’infuso a base di trifoglio fibrino, da bere quotidianamente, sarebbe l’equivalente di un elisir di lunga vita.


Trifoglio Fibrino: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di trifoglio fibrino sono colina, vitamina C, glucosidi iridoidi (loganina) e secoiridoidi (mentiafolina), flavonoidi, cumarine e triterpeni.
In fitoterapia, vengono utilizzate esclusivamente le foglie, raccolte in piena primavera (aprile e maggio) e fatte essiccare all’ombra. Il trofoglio fibrino ha proprietà emmenagoghe, antiscorbutiche, stomachiche, toniche, febbrifughe, aperitive, diuretiche e depurative. Tali qualità ne fanno un toccasana contro febbre, influenze stagionali, asma, disturbi digestivi, inappetenza e ipomenorrea (mestruazioni scarse e di breve durata). Integratori a base di trifoglio fibrino sono anche consigliati per alleviare la sensazione di gonfiore che si verifica dopo i pasti e i disturbi legati a colecistite, calcolosi e affezioni della vescica. Composti di trifoglio fibrino sono utili, infine, per contrastare l’acne e altri inestetismi della pelle.


Trifoglio Fibrino: Infuso, Tisana e Controindicazioni

Per facilitare i processi digestivi, potrà esservi utile un infuso a base di trifoglio fibrino. Fate macerare, per un’intera settimana, 50 grammi di foglie in 1 litro di vino bianco. Trascorso il tempo necessario, filtrate. La posologia prevede l’assunzione di un bicchierino prima dei pasti e di mezzo bicchierino a fine pasto.
Contro l’inappetenza, invece, preparate una tisana facendo bollire 1 grammo di foglie nell’equivalente di una tazza di acqua. La tisana di trifoglio fibrino andrà assunta nella misura di due tazzine al giorno, per brevi periodi.
Tra gli effetti collaterali del trifoglio fibrino, vi sono vomito, diarrea e nausea. In caso di gravi patologie epatiche e di occlusioni intestinali, se ne sconsiglia l’uso. Durante la gravidanza e l’allattamento, è preferibile consultare il proprio medico di fiducia prima di dare inizio alla terapia.



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