La Poligala

Conosciuta anche con il nome di “Amarella”, la Poligala (Polygala vulgaris) è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Polygalaceae. Particolarmente diffusa nell’Italia settentrionale, fino a un’altitudine di 2.500 metri, la poligala è in realtà originaria del Canada e degli Stati Uniti.
L’aspetto è molto caratteristico. Il fusto, ruvido e non ramificato, è piegato al suolo e tende a risalire nel periodo della fioritura ( cioè tra maggio e agosto). Le foglie, di colore verde chiaro, sono arrotondate e molto morbide. I fiori, piccoli e graziosi, sono viola oppure, più raramente, rosa o bianchi. La poligala può raggiungere un’altezza massima di 15 centimetri. Il sapore è molto amaro. Il profumo è impercettibile.
L’utilizzo medico della poligala era diffuso nel Settecento in una tribù della Virginia che utilizzava un decotto ricavato dalla pianta come rimedio ai morsi di serpente. In Europa, dove è stata importata dopo gli studi di un medico inglese, veniva impiegata usualmente come espettorante.


Poligala: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

I costituenti della pianta di poligala sono saponine, glucidi, resina, tannini e flavonoidi.
In fitoterapia, vengono adoperate tutte le parti della pianta, che vanno raccolte durante la fioritura e poi fatte essiccare.
La poligala ha principalmente proprietà emollienti, espettoranti, lassative, diuretiche, stomachiche, toniche, emetiche, antireumatiche e lassative. In passato, si credeva avesse anche proprietà galattogoghe ed era dunque utilizzata per accrescere la produzione di latte nelle mucche. Pare che da questa abitudine derivi anche l’etimologia del nome, che significa, appunto, “molto latte”.
Nelle pratiche fitoterapiche, la poligala viene impiegata quasi esclusivamente per la cura di tosse, asma, bronchite, affezioni polmonari e, in generale, in caso di patologie che colpiscono l’apparato respiratorio.


Poligala: Decotti e Controindicazioni

Se avete problemi di catarro bronchiale, potrà certamente esservi utile un decotto a base di poligala. Per prepararlo, fate bollire per qualche minuto 30 grammi di radici in 1 litro di acqua. Il decotto così ottenuto dovrà essere assunto nella misura di un cucchiaio ogni due ore.
In alternativa, potete preparare un decotto a base di poligala e altea. Fate bollire 50 grammi di radici di poligala e 20 grammi di radici di altea in 1 litro di acqua per qualche minuto. Anche in questo caso, la posologia prevede l’assunzione di un cucchiaio ogni due ore.
È molto importante non eccedere nelle dosi. In caso contrario, infatti, la poligala può causare effetti collaterali spiacevoli come nausea, vomito e diarrea.
È controindicata l’assunzione di questa pianta durante la gravidanza e l’allattamento. In ogni caso, come sempre, è bene consultare il proprio erborista di fiducia prima di dare inizio a qualsiasi terapia.



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