La Ninfea

La Ninfea (Nymphaea alba) è una pianta acquatica perenne, appartenente alla famiglia delle Ninfeacee. Diffusa nei corsi d’acqua, negli stagni e nei laghi fino a un’altitudine di 800 metri, la pianta presenta un rizoma robusto che si sviluppa nel fango.
Le foglie, a forma di cuore e molto ampie, sono caratterizzate dal fatto di essere completamente distese sulla superficie dell’acqua. I fiori, grandi e bianchi, sbocciano nel periodo estivo, da giugno ad agosto. Il frutto è una bacca carnosa che giunge a maturazione sotto la superficie dell’acqua.
Le doti medicamentose della ninfea erano conosciute già dagli antichi. Il nome ninfea deriverebbe, secondo Plinio, da una ninfa trasformatasi in pianta.
Le ninfee sono divenute particolarmente celebri ai primi del Novecento per essere state immortalate in una serie di quadri dal pittore impressionista Claude Monet.


Ninfea: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di ninfea sono tannini, alcaloidi, glucosidi e resine. Nelle pratiche fitoterapiche, vengono impiegati i fiori e il rizoma.
In passato, la ninfea era conosciuta per le sue proprietà anafrodisiache, in grado cioè di attenuare l’impulso sessuale. La fitoterapia odierna le riconosce virtù cardiotoniche, antispasmodiche, emollienti, sedative, bechiche, astringenti, antinfiammatorie e calmanti. Tali qualità fanno della ninfea un ottimo rimedio contro catarro, infezioni intestinali, sindrome del colon irritabile, patologie urinarie e malattie renali.
La ninfea è largamente utilizzata nell’industria cosmetica in trattamenti idratanti ed elasticizzanti e come ingrediente all’interno di prodotti solari.


Ninfea: Infuso e Controindicazioni

Per curare una diarrea persistente, preparate un infuso a base di ninfea. Fate macerare 20 grammi di fiori e radici di ninfea in 1 litro di acqua bollente. Quando l’infuso si sarà intiepidito, filtrate e aggiungete del miele. La posologia è di tre bicchierini al giorno, da assumere fino alla completa scomparsa dei sintomi.
La ninfea non presenta alcuna tossicità. Non vi è dunque alcuna controindicazione, se non quella derivante da una possibile sensibilità individuale. Occorre però tener presente che l’utilizzo della ninfea all’interno di integratori alimentari è stato vietato da una direttiva del Ministero della Salute. La pianta continua ad essere adoperata esclusivamente nei farmaci omeopatici. Prima di dare inizio a qualsiasi terapia, è sempre opportuno chiedere consiglio al proprio erborista di fiducia.



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