L’Ononide

L’Ononide (nome botanico Ononis spinosa) è una pianta polimorfa che appartiene alla famiglia delle Leguminose. Conosciuta anche con il nome di “medica spinosa” e “bonaga”, l’ononide è particolarmente diffusa nei terreni argillosi e nelle zone aride di tutta Italia, fino a un’altitudine di 1.500 metri. L’aspetto della pianta è molto caratteristico: alta dai 10 agli 80 centimetri, l’ononide presenta un fusto ascendente e ramoso, con spine doppie. Le foglie sono piccole, trifogliate e di colore verde chiaro. I fiori, di un colore rosa molto delicato e a cinque petali, sbocciano tra aprile e settembre. Il frutto è un legume ovoidale, dal sapore simile a quello della fava. L’odore è piuttosto fastidioso. Pare che il nome della pianta derivi dal termine greco “onos”, cioè “asino”. Un’origine riconducibile a una delle abitudini degli asini, che sono soliti brucare con gusto le foglie della pianta. Le virtù medicamentose dell’ononide erano già conosciute agli antichi. Il primo cenno si ha nel I secolo d. C, quando il botanico Dioscoride mise per iscritto le proprietà della pianta.


Ononide: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di ononide sono tannini, resina, saponina, olio essenziale (anetolo, carvone, mentone) e glucosidi. Nelle pratiche fitoterapiche, vengono adoperati i fiori, le foglie e le radici. La pianta di ononide ha proprietà antinfiammatorie, depurative, antisettiche, astringenti, diuretiche e sudorifere. Tali qualità ne fanno un ottimo rimedio contro renella, cistite e altre infezioni della vescica. Inoltre, questa pianta viene giudicata utile per prevenire la formazione di calcoli renali. Ricavati dalla pianta di ononide vengono poi impiegati per gargarismi finalizzati alla guarigione di infiammazioni della gola e delle gengive. Esternamente, la pianta viene utilizzata contro eczemi e infiammazioni pruriginose. Per le sue proprietà diuretiche, l’ononide rappresenta un ottimo alleato contro la ritenzione idrica.


Ononide: Decotti e Controindicazioni

Per guarire da una stomatite o da un’altra infezione della bocca, potrà di certo esservi utile un decotto a base di ononide, da utilizzare per gargarismi e sciacqui. Per prepararlo, fate bollire, per circa 10 minuti, 8 grammi di radice di ononide in mezzo bicchiere di aceto. Togliete dal fuoco, aggiungete un bicchiere d’acqua e aspettate che si raffreddi. Per stimolare la diuresi, preparate invece un secondo decotto. In 1 litro di acqua, fare bollire circa 30 grammi di radice. Quando il liquido si sarà ridotto di un terzo, togliete dal fuoco e fate intiepidire. La cura dovrà durare, al massimo, per una ventina di giorni. L’ononide non presenta particolari controindicazioni. Tuttavia, in caso di assunzione prolungata, è importante ricordarsi di bere molta acqua per reintegrare i liquidi.



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