Il Cumino

Conosciuto anche con il nome di “Cumino romano” e di “Anice dei Vosgi”, il Cumino (Cuminum cyminum) è una pianta erbacea annua appartenente alla famiglia delle Ombrellifere ed è molto probabilmente originario dei Paesi Arabi. Presenta un fusto eretto e glabro, alto dai 30 ai 60 cm. Le foglie, di colore verde chiaro, sono picciolate nella parte inferiore e sessili in quella superiore. I fiori, piccoli e di colore bianco, sono delle ombrelle che sbocciano tra maggio e luglio. Il frutto, di forma ovoidale, ha un odore molto forte. All’interno di ogni frutto è contenuto un unico seme, molto simile a quello del finocchio e dell’anice
La pianta del cumino è facilmente riconoscibile per il suo profumo aromatico. Il sapore è leggermente piccante.



Cumino: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di cumino sono acidi grassi, protidi, glucidi, tannini, cellulosa e un olio essenziale molto prezioso, contenente limonene e carvone.
Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono la radice e i frutti. Questi ultimi vanno raccolti a partire dal termine del secondo anno di vita, tra maggio e settembre, e fatti essiccare.
Il cumino è noto soprattutto per le sue proprietà aromatiche, motivo per il quale viene impiegato in cucina per insaporire pane, carni, dolci e formaggi. Per le sue proprietà stimolanti e digestive, viene aggiunto al pasto di alcuni animali da allevamento come ovini ed equini.

Il cumino ha diverse virtù terapeutiche: costituisce un eccellente rimedio carminativo ed ha proprietà galattogoghe, emmenagoghe, antisettiche, spasmodiche, aperitive e digestive. Pertanto, viene utilizzato per contrastare disturbi gastrointestinali come meteorismo, flatulenza e aerofagia. Inoltre, è considerato un toccasana contro le emorroidi e l’alitosi. Il cumino può essere d’aiuto anche in alcune patologie legate al ciclo mestruale.


Cumino: Infuso e Tisana

Se avete problemi di emorroidi, potrà esservi utile un infuso a base di cumino. Per prepararlo, procuratevi della polpa dei frutti della pianta (4 grammi circa) e lasciateli in infusione in 1 litro di acqua bollente. Una volta che l’infuso si sarà intiepidito, filtratelo e utilizzatelo per effettuare dei lavaggi della parte dolorante.
Se invece preferite sfruttare le qualità carminative e digestive del cumino, preparate una tisana. Mettete sul fuoco un tegame contenente l’equivalente di una tazza d’acqua. Versate un composto di 30 grammi di semi di finocchio, 30 grammi di semi di coriandolo, 30 grammi di semi di cumino e 30 grammi di semi di anice. Portate la tisana a ebollizione e versate in una tazza. Attendete che si raffreddi e filtrate. Per rendere la tisana più aromatica ed efficace, aggiungete anche delle foglie di menta prima che si raffreddi.
Il cumino non presenta particolari controindicazioni.



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