Il Chenopodio

Noto a partire dal XVII secolo come un surrogato del tè, il Chenopodio (Chenopodium Ambrosioides) è una pianta annua o perenne delle famiglia delle Chenopodiacee, diffusa nelle zone mediterranee fino a un’altitudine di 300 metri.
La pianta presenta delle piccole foglie alterne di colore verde scuro, su di un fusto sottile, peloso e rossastro. I fiori, che tra luglio e ottobre, sono verdastri e raccolti in pannocchie.
Il chenopodio può raggiungere un’altezza di circa 60 cm. L’odore è particolarmente aromatico.
Importato dal Messico dai Padri Gesuiti, il chenopodio veniva utilizzato in passato come rimedio alle malattie isteriche e al ballo di San Vito. Il profumo canforato ne ha fatto un ottimo ingrediente per liquori.


Chenopodio: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

In natura è possibile trovare oltre seicento specie di chenopodio. Di queste, alcune hanno semplice funzione ornamentale.
I principali costituenti della pianta sono saponina e un olio essenziale contenente ascaridolo. Nelle pratiche fitoterapiche vengono impiegate per lo più le sommità fiorite e le foglie, che vanno fatte essiccare in un ambiente ombroso e ben areato.
Conosciuto anticamente per le sue qualità odorose, il chenopodio ha proprietà digestive, antispasmodiche, vermifughe, emmenagoghe e toniche. Grazie alle sue proprietà, la pianta rappresenta un diffuso rimedio contro asma, patologie mestruali, problemi respiratori e parassitosi.
Il chenopodio viene altresì impiegato come ingrediente in preparati cosmetici, per lo più diretti alla cura e alla prevenzione della cellulite.


Chenopodio: Infuso e Controindicazioni

Per preparare un infuso con azione vermifuga, procuratevi circa 1 grammo di foglie essiccate di chenopodio. Lasciate macerare le foglie in una tazza di acqua bollente e, dopo qualche minuto, filtrate e zuccherate. L’infuso andrà assunto una sola volta.
Occorre tener ben presente che il chenopodio è una pianta ad alta tossicità, potenzialmente mortale. Prima di dare inizio a qualsiasi terapia è necessario, dunque, consultare il proprio erborista di fiducia.
In caso di assunzione in dosi eccessive, è fondamentale ricorrere immediatamente al proprio medico.



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