La Celidonia

La Celidonia (Chelidonium majus) è un’erba biennale che appartiene alla famiglia delle Papaveracee. Questa pianta è diffusa un po’ in tutta Europa, e cresce nei luoghi ombrosi e lungo i viottoli di campagna, fino a un’altitudine di 1500 metri.
Facilmente riconoscibile grazie ai fiori di color giallo dorato, la celidonia presenta un fusto cilindrico, particolarmente delicato. Le foglie, di color verde scuro, sono molli e hanno nervature pennate. La fioritura avviene tra il mese di maggio e quello di settembre. L’odore è nauseante, il sapore è amaro.
Conosciuta anche con la denominazione di “rundinaria” e “erba dei porri”, la celidonia deve il suo nome, derivante dal greco chelidôn (rondine), al fatto di sbocciare nel periodo primaverile.


Celidonia: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la celidonia sono alcaloidi isochinolinici, saponine, pigmenti e acidi. Nelle pratiche fitoterapiche vengono impiegate le foglie, i fiori, la radice (essiccata) e una sostanza lattiginosa ricavata dal fusto e raccolta prima della fioritura.
La celidonia era conosciuta nel Medioevo come pianta miracolosa, con poteri ultraterreni. Oggi è diffusa per le sue proprietà antispasmodiche, coleretiche, purgative, sedative e ipotensive. Tali virtù medicamentose ne fanno un ottimo rimedio in caso di inestetismi cutanei come verruche e condilomi.
Nella cosmesi, la celidonia viene adoperata come ingrediente in trattamenti contro la forfora.


Celidonia: Cataplasma e Controindicazioni

Per ottenere un efficace rimedio naturale contro le verruche, preparate un cataplasma a base di celidonia. Procuratevi circa 5 grammi di fiori essiccati e pestateli in un mortaio fino a che non otterrete una sostanza giallastra. L’impiastro va applicato sulla zona interessata per due o tre volte al giorno, fino alla completa sparizione dell’escrescenza.
A causa della presenza di alcaloidi tossici, la celidonia è una pianta potenzialmente pericolosa. Si consiglia, a tal riguardo, di consultare il proprio medico di fiducia prima di dare inizio a qualsiasi terapia.
Infine, occorre evitare di applicare impacchi di celidonia su ferite aperte per evitare che l’acidità del succo provochi infezioni.



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