Il Rabarbaro

Il Rabarbaro (Rheum officinale) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, largamente diffusa in Europa e in Asia.
Utilizzata anticamente come ingrediente nella preparazione di marmellate e dolciumi, la pianta di rabarbaro ha acquisito, con il trascorrere dei secoli, un utilizzo ornamentale e medicamentoso.
Alta fino a 200 cm, presenta una radice carnosa dall’odore molto intenso e ampie foglie palmate. I fiori, che sbocciano nel periodo che va da maggio a giugno, sono bianchi o gialli e hanno la caratteristica di essere riuniti in pannocchie.
Originario della Cina e del Tibet, grazie alle sue virtù terapeutiche, il rabarbaro veniva diffusamente importato in Europa ma, fino all’Ottocento, a causa dei costi di importazione, era impiegato solo dai ceti più abbienti.


Rabarbaro: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

L’utilizzo del rabarbaro in fitoterapia riguarda esclusivamente la radice, nella quale sono contenuti i maggiori principi attivi. Tra questi, i più importanti sono composti aromatici come gli antrachinonici e gli antranolici, diversi glucosidi e tannini. La presenza di tali sostanze fa sì che il rizoma del rabarbaro venga ampiamente utilizzato nei casi di scarso appetito, diarrea, problemi intestinali, ascessi e malattie della pelle. Il rabarbaro, infatti, vanta virtù aperitive, toniche, antibatteriche, vermifughe e lassative.
Un recente studio, condotto da un team di ricercatori della Sheffield Hallam University (Inghilterra) e pubblicato sulla rivista Food Chemistry, ha inoltre evidenziato un’ulteriore, importantissima proprietà di questa pianta. L’ampia presenza di un certo tipo di polifenoli renderebbe il rabarbaro utile nelle terapie anticancro. La ricerca britannica, dunque, ha stabilito che l’estrazione di polifenoli potrebbe essere impiegata come ausilio nella chemioterapia per combattere diverse fome di tumore.


Rabarbaro: Infuso e Tintura

Nei casi di stitichezza potrà essere utile un infuso a base di rabarbaro. Per ottenerlo, mescolate 6 grammi di rabarbaro e 2 grammi di bicarbonato di sodio in una tazza di acqua bollente. L’infuso va bevuto caldo prima di andare a letto, fino alla scomparsa del problema.
Anche la tintura di rabarbaro, dotata di effetti lassativi, può essere impiegata per combattere la stipsi. La tintura va preparata miscelando 10 grammi di rabarbaro e 5 grammi di bicarbonato in 200 grammi di acqua. Fate bollire il tutto per qualche minuto e filtrate. La tintura va assunta nella misura di uno o due cucchiaini al giorno.
L’utilizzo del rabarbaro è assolutamente sconsigliato in gravidanza. È bene ricordare, inoltre, che l’azione fitoterapica si limita alla sola radice. Alcune parti delle foglie, infatti, possono risultare estremamente pericolose, in alcuni casi persino letali. Lo stesso impiego del rizoma come purgante deve limitarsi a sporadiche occasioni.
È sempre consigliabile, infine, chiedere un consulto medico prima dell’inizio della terapia.



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