Rosmarino, protegge gli occhi dalla degenerazione maculare

Conosciuto prevalentemente per le sue qualità aromatiche che ne fanno un vero e proprio esaltatore di sapidità nella preparazione di carne, pesce e altre pietanze, il rosmarino possiede anche numerose virtù terapeutiche.
Se anticamente si credeva che assumere rosmarino aiutasse il buon funzionamento della memoria, oggi è stato dimostrato che la pianta ha piuttosto proprietà antisettiche, antispasmodiche, colagoghe, diuretiche, stimolanti, toniche e stomachiche.


Un recente studio, condotto in Florida da un team di ricercatori del Sanford-Burnham Medical Research Institute coordinati dal dottor Stuart A. Lipton e pubblicato sulla rivista scientifica «Investigative Ophthalmology & Visual Science», ha inoltre dimostrato l’effetto curativo di una sostanza contenuta nel rosmarino, che lo rende un toccasana per la salute degli occhi. Si tratta dell’acido carnosico, un diterpenoide contenuto nelle foglie essiccate di rosmarino e salvia in una quantità che oscilla tra l’1,5% e il 2,5%. I risultati della ricerca americana, condotta attraverso esperimenti su cellule in laboratorio e poi su modello animale, hanno stabilito che l’acido carnosico contribuirebbe a contrastare la degenerazione maculare senile, una patologia che colpisce la macula, ossia la parte centrale della retina. La degenerazione maculare rappresenta la causa più diffuso di handicap visivo nelle persone over 50 e provoca difficoltà sempre maggiori nel leggere, nel guidare veicoli e nel riconoscere i volti.

Ma in cosa consiste, nello specifico, la virtù dell’acido carnosico? Come stabilito da ricerche precedenti, alcune delle quali condotte dallo stesso dottor Lipton, le patologie della retina – ma anche alcune malattie legate al cervello – sono causate dalla presenza di radicali liberi.
L’acido carnosico sarebbe dunque in grado di contrastare i processi di ossidazione dell’organismo e l’azione dei radicali liberi attraverso la naturale attivazione di un enzima con azione antiossidante il quale, a sua volta, contribuisce alla diminuzione delle specie reattive dell’ossigeno, i ROS, ovvero i radicali liberi a maggior diffusione, e delle specie reattive dell’azoto (RNS).


La ricerca condotta in laboratorio su cellule sottoposte artificialmente a stress ossidativo tramite perossido di idrogeno ha stabilito come un trattamento a base di acido carnosico sia in grado di innescare un meccanismo di antiossidazione.
Il successivo test su cavie animali, la cui retina era stata danneggiata da una forte esposizione alla luce, ha chiarito inoltre, attraverso l’uso di elettroretinografia, come un trattamento a base di acido carnosico garantisca una vera e propria protezione dei fotorecettori.
Come affermato dal dottor Lipton, questo studio apre nuove prospettive sui danni causati dalla degenerazione maculare e, con i dovuti approfondimenti, potrà condurre anche a ulteriori scoperte che consentiranno di contrastare diverse patologie degenerative, tra le quali anche la demenza senile.



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Una risposta

  1. sonia ha detto:

    Dove posso trovare l’acido carnosico? Grazie mille

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