L’Edera

L’Edera (Hedera helix) è una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle Araliaceae. Diffusa in tutta Italia fino ad un’altitudine di 1000 metri, la pianta di edera si presenta come una liana dal fusto legnoso. Le foglie, di colore verde scuro, hanno una forma palmata o triangolare mentre i fiori, di color verde-giallo, si caratterizzano per la tipica disposizione a ombrellette. I frutti sono delle bacche nere, l’odore è molto aromatico e il sapore amaro.


La caratteristica principale dell’edera è la longevità; essa può vivere, infatti, fino a 400 anni. Questa sua peculiarità ha fatto sì che, nel passato, l’edera venisse considerata come un simbolo di lunga vita. Inoltre, i popoli antichi credevano che dietro le foglie dell’edera si nascondessero fate e folletti e che la sua presenza sulle mura delle case costituisse una protezione contro gli spiriti malvagi.

Edera: Principi Attivi e Proprietà Terapeutiche

Costituenti la pianta di edera sono ederina, flavonoidi, ederagenina e acido clorogenico.
In fitoterapia, vengono utilizzate le foglie giovani, colte nei mesi di agosto e settembre. In passato, l’edera veniva impiegata soprattutto come rimedio per le infiammazioni degli occhi. Oggi le vengono riconosciute principalmente proprietà antispasmodiche, analgesiche, espettoranti, astringenti e emmenagoghe. Per uso esterno,  viene impiegata contro i reumatismi, le nevriti e le nevralgie.
In campo cosmetico, l’edera viene ampiamente adoperata come cura contro la cellulite e costituisce un ingrediente molto diffuso in trattamenti di bellezza come creme e fanghi.


Edera: Infuso e Decotto

Per ottenere un buon infuso di edera, utile contro i calcoli, fate bollire 10 grammi di foglie e radici in una tazza di latte.
Se invece vi occorre è un rimedio contro gonfiori, piaghe e foruncoli, potrà esservi di aiuto un decotto da preparare mettendo a bollire 10 grammi di foglie in 200 grammi di acqua. Il decotto va applicato sulla zona interessata sotto forma di impacco.
L’edera comune non va confusa con la toxicodendron radicans, che ne rappresenta una variante tossica.
In ogni caso anche l’hedera helix può presentare delle controindicazioni. Essa è sconsigliata a chi soffre di gastrite e ulcera gastrica. Inoltre, la presenza di ederina, un vasocostrittore, la rende una pianta potenzialmente nociva. È necessario dunque consultare sempre il proprio medico prima di iniziare qualsiasi terapia.



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