L’Arnica

Arnica

Arnica

L’Arnica (arnica montana) è una pianta spontanea, della famiglia delle Asteraceae, diffusa in Italia sulle Alpi e gli Appennini, dai 600 ai 2800 m d’altitudine. All’aspetto presenta un fusto eretto e peloso, con foglie disposte a rosetta e fiori gialli o arancioni che sbocciano nel periodo di maggio-luglio. Alta dai 20 ai 60 cm, è caratterizzata da un forte odore aromatico e da un sapore amaro. Nella fitoterapia vengono utilizzati principalmente i fiori, che vanno colti a luglio, quando sono ancora in boccio, e fatti essiccare al sole. Sono riconosciute blande proprietà terapeutiche anche alla radice e alle foglie.


Arnica: principi attivi e proprietà terapeutiche

I principi attivi dell’arnica sono flavonoidi, carotenoidi, lattoni sesquiterpenici, elenanina, timolo, acidi grassi, astragalina, cumarine, scopotelina, polisaccaridi e acidi fenoli. All’arnica sono riconosciute proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antiecchimotiche e antiemorragiche. L’estratto di arnicina è alla base di prodotti fitoterapici utili in caso di distorsioni e contusioni in quanto stimola la circolazione e, dunque, facilita l’ossigenazione dei tessuti e il riassorbimento delle ecchimosi.
Inoltre, è indicato in caso di eruzioni cutanee, reumatismi, dolori muscolari o articolari e semplici indolenzimenti, ed è un ottimo rimedio per foruncoli, acne e punture di insetto. Mescolato a olio di mandorle o di oliva, l’estratto di arnica rappresenta, infine, un valido alleato nei trattamenti contro la cellulite e per la reidratazione della pelle secca.


Arnica: assunzione e controindicazioni

L’arnica può essere assunta sotto forma di tintura, granuli o pomata. La tintura di arnica si ottiene lasciando macerare per 10 giorni 20 gr di fiori in 100 gr di alcool a 60 gradi; in seguito, occorre diluire il preparato in 3 o 4 parti di acqua. La tintura di arnica può essere utilizzata per dare sollievo alle distorsioni e alle contusioni. Se ne sconsiglia l’utilizzo interno che può causare tachicardia, cefalea, dolori addominali, turbe vasomotorie e respiratorie.
Sotto forma di pomata, va spalmata sulla parte interessata evitando le zone vicino gli occhi, i genitali e la bocca; i granuli invece vanno assunti lontano dai pasti per via sublinguale. Inoltre non va somministrata in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni.



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2 Risposte

  1. calendula ha detto:

    Molto interessante…

  2. gerardo testa ha detto:

    Salve, dopo l’assunzione di arnica CH 200 monodose e una settimana dopo arnica 6 ch 3 granuli 2 volte al giorno datami dal mio omeopata x una tendinite, ho iniziato ad avvertire sbandamenti, palpitazioni e uno stato di stordimento. E’ possibile ke questi problemi mi siano stati causati da questi prodotti ? Se cosi fosse quanti gg ci vogliono x disintossicarsi completamente dall’ultima assunzione ? Grazie

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