I Benefici dell’Alga Bruna

Alga Bruna

Alga Bruna

Il Fucus Vesiculosus, detto comunemente “Alga Bruna”, è un’alga che appartiene alla famiglie delle Fucacee e che vive lungo le scogliere delle zone medio-temperate e fredde (ad esempio, se ne trovano ottime quantità nella zona costiera del canale della Manica).



Il Fucus è uno straordinario alleato per le persone obese o in sovrappeso e per tutti coloro che seguono una dieta dimagrante, dato che svolge un’efficace azione anti-fame. L’alga bruna, infatti, è ricca di mucillagini e di pectine e, se assunta prima dei pasti insieme ad abbondanti dosi d’acqua, favorisce la comparsa del senso di sazietà, dato che i suoi talli, una volta giunti nello stomaco, si reidratano ed aumentano significativamente di volume.Il Fucus, inoltre, contiene buone dosi di oligoelementi e di vitamine, quindi contribuisce a compensare le carenze nutrizionali alle quali va incontro l’organismo a causa della cura dimagrante. In particolare, va segnalata la sua ricchezza di iodio, una sostanza in grado di migliorare la funzionalità della tiroide e, di conseguenza, stimolare il metabolismo basale e far sì che l’organismo bruci i grassi di riserva.

L’alga bruna viene considerata ottimale anche per i soggetti diabetici, dato che alcuni studi ne hanno dimostrato l’utilità nel tenere sotto controllo i valori della glicemia e il livello dei trigliceridi nel sangue. Particolarmente benefica anche la presenza di alginati, che formano gel viscosi in grado di proteggere la mucosa dello stomaco e ridurne la secrezione acida. Pertanto, il Fucus è indicato per tutti coloro che hanno problemi di reflusso gastro-esofageo. Gli alginati presenti nell’alga bruna sono salutari anche per la pelle, essendo capaci di attivare una glicoproteina essenziale per la sintesi del collagene, in modo da donare alla cute rinnovata freschezza e luminosità.



I prodotti fitoterapici a base di fucus, disponibili in erboristeria sotto forma di tintura madre e di estratto secco, sono controindicati per coloro che soffrono di ipertiroidismo o di disturbi cardiovascolari e per le donne durante la gravidanza e l’allattamento. In ogni caso, tali prodotti non devono essere assunti in maniera continuativa per periodi troppo prolungati: dopo 40-50 giorni al massimo, è necessario sospendere il trattamento, prima di riprendere un nuovo ciclo.

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